giovedì 24 aprile 2008

Rothe lhûg


La sua carne marcisce nei tempi previsti. Ti resta solo da strappargli il cervello e bollirlo assieme a tutte le altri parti molli. Sul calderone metterai il resto della pelle per la tua prossima armatura. Esegui il rituale con il timore di sbagliare, ma la fortuna ti assiste.

Se solo avessi saputo...

Il suo sangue ha risanato le tue ferite come promesso. Le tue armi e tutto il resto dell'equipaggiamento ne è uscito fortificato dalla lotta. E la tua mente adesso è più libera. Più libera dalla schiavitù di tuo padre. Sei libero di essere te stesso.

E qui iniziano le tue sventure.

Attraversi il portale e dopo meno di un minuto ti ritrovi a pronunciare quelle parole. Riesci a vedere tre, quattro... SEI tentacoli? Il suo potere ti solleva su una nebbia di pensieri aggrovigliati. La tua volontà è slegata dal tuo corpo. I tuoi artigli e le tue gambe si muovono contro di essa.

“Si, mio oscuro Signore!”

La voce esce dalla tua bocca come lava, ma ti brucia più dentro che lì: sei di nuovo uno schiavo. E adesso ti ritrovi in questa situazione. Non sono le catene a preoccuparti. E nemmeno il peso della porta che ti sigilla nella tua cella. Sono quei piccoli pesci che ficcano nel cranio dei loro schiavi a terrorizzarti. Come te ne liberi di quei cosi...?

La cella è grande abbastanza per fare spazio alle catene, ma non per permetterti di avere qualcun altro assieme a te. Non serve perché ci sono già i tuoi pensieri a tenerti compagnia per tutto il tempo. Pensieri sospesi in un limbo vorticante di venti ululanti che hanno la forma di grandi e giganteschi dragoni d’ombra.Te l’aveva ripetuto più volte eppure non hai voluto ascoltarlo. Hai visto come è morto. Hai visto cos’era in realtà il tuo genitore. E adesso hai paura che accada anche a te. Il processo è già iniziato e non hai la minima idea su come provare a fermarlo. Non ci è riuscito Xaxzylmalnart in oltre trecento anni di vita e dovresti riuscirci tu in meno di tre giorni? Quando il suo sangue ha bagnato le tue ferite e ne hai bevuto fino a farti scoppiare lo stomaco tu speravi di acquisirne la forza. Tu sapevi di acquisirne la forza. Sapevi dell’efficacia del procedimento perché anche Xaxzylmalnart aveva ucciso il suo genitore per diventare così forte. E così pazzo. Credevi fosse solo un effetto della solitudine, ma a quanto pare hai scambiato la causa con l’effetto. E in questa minuscola cella scavata nella roccia da uno dei precedenti pasti dei mindflayer ti ritrovi nella sua stessa situazione. La mela non cade mai troppo lontano dall’albero. Se è marcia dentro ci resta addirittura attaccata...

Non ti sei ancora convinto, ma il pensiero di lasciare che tutto scorra e ammazzarne il più possibile prima di morire ti pizzica spesso la testa. E’ il ciclo della vita e tu ne fai parte, volente o nolente. Adesso fai anche tu parte dell’Ombra.

La nube dei suoi pensieri fluisce dentro di te. Leggi i suoi pensieri come se fossero i tuoi. Non ti ha salutato e neppure si è presentato, ma sai che è lui... con tutti gli altri. E tutti hanno il tuo stesso nome: Akarmaskannar! Sai che ci sono tutti. E sai che nella tua testa c’è poco spazio per la tua mente. I pugni e le urla non servono, adesso sono parte di te. A stento riprendi il controllo di te stesso, giusto in tempo per rispondere alla richiesta dell’umano che ha appena aperto la cella: a breve ci sarà un nuovo bagno di sangue e toccherà a te provvedere...


EDIT
Precedenti puntate del racconto

Prima parte: Rothe Curunir
Seconda parte: Rothe Jalkhel
Terza parte: Rothe Naug
Quarta parte: Rothe Cund

1 commento:

Ten ha detto...

Ne manca solo una! Spero di giocare l'ultima sessione in tempo! -___-"

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