sabato 28 marzo 2009

Il candore della baresità verace



"Perdonate la parlata da baresaccia sguaiata, ma è periodo che non tanto sento da quest'orecchio, signora!" (cit.)


Music on air: I suoi auguri

domenica 22 marzo 2009

Lavori in corso


Ok, per fortuna è arrivato (ed è scivolato) il weekend, altrimenti la mia assenza avrebbe fatto disperare i più e suicidare i meno. Dopo aver visto il blog di Sun of York (la/lo adoro) ho rivisto il mio e mi ha fatto terribilmente schifo. Un qualsiasi idiota avrebbe scritto "mi sono guardato allo specchio e ho visto 'na shchifezza", ma io non sono un idiota qualsiasi (ma uno speciale) ed eviterò di piangermi addosso per il contenuto grafico del blog: preferisco sputarmi negli occhi. Alla fine ho comunque usato dei fazzoletti, ma almeno è servito a farmi pensare.

Il blog è lo specchio del proprietario, riflette gli interessi e gli aspetti della vita del suo blogger e Difronteallospecchio non è da meno, visto che il suo intento è addirittura nel nome. Beh, dopo in un anno e mezzo di vita bloggarola (metà della quale senza leggere altri blog) ho voluto rileggermi un po' di roba scritta dal sottoscritto: it's a mess, critical mass. Troppi interessi a cui badare, non c'è un filo conduttore nel blog e di conseguenza noto la stessa cosa anche nella mia vita. Disperdo energie in imprese inconcludenti, molti dei racconti che ho pubblicato sono pezzi di una saga ben più grande mai iniziata sul serio. E comunque sia fanno schifo anche se presi singolarmente. E passando oltre i racconti ci sono troppi post davvero-davvero inutili. Più o meno come per molte delle mie giornate, scivolate non come questo weekend. Beh, questo non va affatto bene. Ho un futuro da portare avanti e continuando così rimarrei a cercare di sbrigare i grovigli causati in passato. Du' palle! Quindi devo pensare, e anche parecchio, su cosa voglio farne di questo blog. E anche della mia vita. Sono stato troppo caotico, troppe idee da realizzare tutte assieme, senza un ordine, e siccome le basi sono importanti inizierò da quelle.
Personalmente associo ai contenuti dei post il pensiero astratto della mente e il corpo alla parte grafica, quindi così come sto lavorando per presentarmi al mondo in maniera migliore farò la stessa cosa qui, continuando un parallelismo che mi fa notare vizi e virtù, vista la mancanza di pareri oggettivi dall'esterno.

Per me si tratta di aspettare quel benedetto assegno dall'assicurazione e poi si rinnova anche il guardaroba.
Per il blog invece...

a manetta, sparisce il mio secondo blog (almeno per qualche altro mese) e via con gli esperimenti. Fino ad allora il blog sarà in continuo Work In Progress. Speriamo solo di non ripetere la saga dell'Hard Disk SATA...

Uff, se non odiassi gli specchi avrei potuto benissimo evitare tutta sta manfrinata! :(

Music on air: R.E.M. - The Great Beyond

venerdì 20 marzo 2009

Ma guarda un po'


Si, lo so, devo studiare, però certe volte quando mi impriscio con Jigsaw è dura non incuriosirsi su quale sarà mai la prossima immagine: una foto di famiglia indocinese? una rara specie floreale del Borneo antico? una bastardata del programma che ti mette come puzzle una valle imbiancata dalla neve vista dall'alto? Questa volta mi è capitata la classica Perla di Saggezza.


Non male: l'hai sentita o letta già, ma fa sempre bene togliere un po' di polvere dai vecchi ricordi. E quasi quasi la aggiungo al widget Signature che ho inaugurato proprio oggi. Ah, se qualcuno volesse suggerire quali aforismi o cazzate scrivere faccia pure! ;)

PS: devo farmi regalare quel copriletto-kit da letto da qualcuno... Assolutamente.
Music on air: The Hoosiers - Goodbye Mr A

mercoledì 18 marzo 2009

Essere eroi


L'eroe, nell'era moderna, è il protagonista di uno straordinario e generoso atto di coraggio, che comporti o possa comportare il consapevole sacrificio di sé stesso, allo scopo di proteggere il bene altrui o comune.
Music on air: Eros Ramazzotti - Amarti è l'immenso per me

martedì 17 marzo 2009

Pippa

Su Enkey siamo tutti fan della Pippa!

GemBoys



Secondo me la versione migliore è quella di Arturo Bandini, citata persino nello Zoo!



E anche il nostro PresDelCons, da ottimo cantastorie qual è, ha dato una mano alla crisi di idee del sottoscritto!



Music on air: SopreMan & Kimo - Lo Zoo sta muovendo il collo

Come neutrini filosofici


Ci sono canzoni che ti fanno stare su, di quelle che devi mettere nel lettore mp3 a palla che non te ne frega niente se quelli che ti stanno vicini la sentono senza ascoltare, brutti stupidi. Altre canzoni invece le ascolti abbassando un po' il volume, con il testo e la musica ben chiare che si amalgamano con la mente, come quelle creme chantilly che hanno ragione di esistere solo con l'aggiunta di panna e pezzi di ananas. Ultimamente questa cosa mi sta capitando con la nuova di Malika Ayane. Ovviamente come per tutte le altre belle canzoni che l'hanno preceduta, beh winamp ormai lo sa e va in loop, così piano piano va a diventare il piacevole sottofondo dietro i miei pensieri, ripuliti dalla cura musicale, setacciati e sopravissuti da questo scolapasta senza forma.
Eppure certe volte non basta, i pensieri sono troppi e ti concedi di lasciarti fluttuare dai pensieri sospinti verso di te da battiti d'ali di farfalla per divenire ricordi dolci e amari e se ti va bene idee, fuggevoli come quei sogni di primo mattino. E non c'è organizzazione cartolibraria che tenga, che trattenga quelle particelle di genio divino, quasi che Lui si rendesse immediatamente conto di aver fatto piovere oro in un aquitrino salmastro. Quelle intuizioni figlie del continuo movimento intestinale causato dall'impossibile digestione della Vita ripartono via. No, ripartire prevederebbe una sosta. Invece certe ispirazioni ti attraversano come particelle subatomiche visibili solo a esseri come il Doc Manhattan, veloci poco meno del pensiero. Più lente della luce di quella lampadina che ti illumina la capigliatura, per quei fortunati che ce l'hanno e la usano per coprire lo scrigno di un tesoro sepolto sotto l'indolenza di fare, uno scrigno che conserva al suo interno un cervello che non ne vuole sapere di capire che il momento di fare qualcosa, qualsiasi cosa, è adesso. E poi rieccola, ma non è lei, ma un'altra. Ti attraversa precisamente lì dietro al cervelletto. Questa particella d'ispirazione ha avuto una buona mira. Ha attraversato l'universo per venire da me. Il momento migliore per fare qualcosa non è adesso, ma quando ti va di farla. Così non rischi di farla alla cazzo e magari ti diverti pure. Se la capa non ti accompagna lascia perdere, rilassati da qualche parte, non pensare di stare sprecando tempo: se ne spreca per così tante sciocchezze che figurati... Pensa a te, sei la cosa più importante del mondo.
Del TUO mondo.

Music on air: Malika Ayane - Come foglie

domenica 8 marzo 2009

vita da precario


Ultimamente sono stato parecchio incasinato con il pc a causa di quell'Apocalisse ripetuta (non ricordo nemmeno se ci ho scritto un post, vabbe'). Beh, per fortuna stavolta mi sono dannato l'anima molto meno e panta rei mi sono arreso all'evidenza di una incompresa (da me) incompatibilità tra l'hard disk SATA e tutte le varie versioni di Windows che ho tentato di installare. Questo tipo di situazioni le odio non tanto per quello che perdi (in questo caso 1 giga di ram e 300 di hard disk) quanto per l'ineluttabile periodo di transizione che si è costretti a subire. E purtroppo (o per fortuna) la mia vita, le mie emozioni e la mia felicità non dipendono da quanto spazio libero ho sull'hard disk. Per quanto voglia rendermi indipendente tutte queste cose posso influenzarle solo in minima parte. E proprio non riesco ad arrendermi all'idea che le cose ristagnino. Anzi la cosa più snervante è che questo ristagnarsi durerà e non so nemmeno quanto. A saperlo potrei anche regolarmi, mi organizzerei e farei altro. Così invece tutto rimane in sospeso, indeciso a tempo indeterminato, con un orizzonte lontano lontano a farti da tetto nel manicomio della tua vita. Ti aggiri nervosamente con quel groppo in gola che ti viene quando hai la speranza disattesa che tutto finisca e possa ricominciare meglio.

Oggi voglio discutere di quelle situazioni che provocano un dolore per nulla acuto, ma cronico a cui rischi di abituarti. Pessimo fenomeno quello dell’abitudine: ti porta ad accettare situazioni che una tantum non accetteresti mai. E ora sta succedendo a me… A me che credo nell’adattamento al nuovo ambiente, nel cambiamento che così facendo porta alla Perfezione.* Subire passivamente decisioni che fanno stare bene solo una parte e male, malissimo l’altra non è affatto una cosa buona in una relazione, che sia di amicizia o di coppia. Magari all’inizio acconsenti per far star bene il partner o l’amico, soprassedendo che questi se ne freghi del tuo stato d’animo e poi ti ritrovi ad accettare atteggiamenti che vanno contro la tua morale, contro il tuo modo di essere uccidendo pian piano te stesso solo per renderla/o felice. Si, ma a te quando tocca esserlo? Di certo non puoi aspettarti che questi si ricordi di ciò che hai patito (“E’ scontato che tu ci sia per me!”) e ti rimane quel groppo in gola, quella parte di vita che hai sacrificato, quel disavanzo che non verrà mai colmato. La cosa orribile è che se la questione non si risolve sfogandosi all’interno è inevitabile che qualche innocente ci vada di mezzo. Di solito il sottoscritto che a ben vedere ("Sono solo-Trascorre molto tempo-Trovo un'amica/un amico-Vengo accettato nella nuova compagnia-Qualcosa va come non deve andare-Sono solo-Etc etc…") tanto innocente non dovrei essere, altrimenti non dovrei essere sempre io quello che alla fine è costretto a stare da solo. Dopotutto qualcuno-uno dovrebbe rimanere dalla mia parte, no? Ma dopotutto io sono uno che ha come fratello e come cosiddetti amici persone che escono con altre persone che davvero mi hanno causato un male insopportabile, ferite nell’anima che si rimarginerebbero solo con tanti anni di galera. In qualche regime come quello cinese, per esempio. Invece no, in galera ci sono io, torturato da incubi che nessuno si premura di ascoltare o di cercare di capire, troppo occupati dal lamentarsi delle proprie vite per accorgersi che la persona a cui si dice di voler bene non sta vivendo affatto un bel periodo. Troppo impegnate a lamentarsi di piccoli contrattempi piuttosto che decidere di perdere minuti della loro preziosissima vita ad ascoltare. Solo ascoltando già si allevierebbero delle sofferenze, nonostante il problema sia sempre lì. Eppure la cosa davvero triste non è sapere che non ci sia nessuno accanto a te, ma rendersi conto che nessuno riesca a trovare il tempo per ascoltarti.

Ancora peggio della Solitudine è essere considerato solo un paio di orecchie, senza nessuna bocca. Non essere considerati per quello che si è: un comune essere umano, che nonostante i suoi pregi e i suoi difetti, deve essere degno di rispetto e di tutto quello che ne consegue.

*Anche se nessuno ha mai raggiunto la Perfezione, questo non significa che non ci si può provare, no?

Bah...

E ora che faccio?

Music on air: Goo Goo Dolls - Name

mercoledì 4 marzo 2009

Tanto pe' ringrazià e pe' postà...


Dedicato a tutti quei romanacci che di risate amare me ne fanno fare a iosa e almeno per un po' mi fanno dimenticare che "la vita è una merda e io sono pieno di vita".
Grazie.

Se lo ricorda nino Mandredi che canta a quela trasmissione, signò? Che tempi quelli, quanno te facevano fà a Televisione (si, allora c'aveva la lettera maiuscola) co a sigaretta accesa. Guai adesso, ormai semo salutisti. Tuuuutti, comincianno dar nano che ha fatto spari' le sigarette, ma ha messo le veline a fumarse i sigari ecologgici. Si, ha capito bbene, signora mia: se nun so' mignotte nun le vedemo. Ne' alla televisione, nè ar parlamento, se permette 'a polemica. Ha notato le minuscole, signò? Eh si, a li tempi sua la televisione era in bianco e nero, ma la Vita era a colori. E cio o so pur'io, signò che so' nato un quarto de secolo fa, ma me sembra de non avè un cazzo de gnente da vive ancora. Ce stanno a rubbà a vita sti quattro stronzi. Nun so chi me fece leggere che "er futuro nun è più quelo de na vorta". Prima ce pensavi ar futuro e te veniva da sorride, nun vedevi l'ora de fa vedè le diapositive alli amici sua de le stelle, de a Luna e de tutte le astronavi. Quelle stanno solo alla televisione, manco più nella capoccia tua. Lassamo perde a capoccia e parlamo de panza. Prima ve magnavate pane e cipolle e piagnemo noi giovani d'oggi. Ma come cazzo è 'sta cosa, eh signò? Altro che astronavi e l'America: mo gniente più America. Semo noi l'America. E me vene da ride amaro se penso a tutti queli che se fanno millemila chilometri come schiavi de na vorta, quanno ste cose se accettavano. Adesso nun se accettano più e succedono ancora. Er monno nun vole più cambià. Solo li prezzi delle verdure cambiano. Aumentano. Come tutto er resto, tranne li stipendi. Quanno li avemo. Pensando alla panza, prima nun se aveva gnente eppure se lassava la tavola a panza piena. Adesso... che to o' dico a fà: prima te bastava la salute e un paio di scarpe nove e potevi girà tutto er monno. Senza chitara o co a chitara... Era tutto alla bona, bastavano i sogni e li piedi annavano da soli.

Signò, e io lo so che nun devo parlà chè sto sempre seduto davanti a 'sta caricatura de televisione, che il telecomando lo usa lei su di me, ma io il friccico ner core cell'ho, ccome se cell'ho:.

Parlamo de fiori, le va signò?

Music on air: Nino Manfredi - Tanto pe' cantà

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