martedì 20 aprile 2010

Dare fiducia e perché

Oggi Adriano mi ha chiesto se, dall’alto della mia “popolarità” twittera, potessi fare pubblicità al suo blog Cerebroleso, fresco fresco di sbocco creativo. Il problema è che non sono un Mad Man* e creare un jingle e un claim efficaci per un blog che è solo al suo terzo post in soli 140 caratteri è dura. L’ho scritto, non ero particolarmente convinto che potesse essere utile, ma per un amico (o futuro tale) questo e altro.

A prescindere dal rapporto che ci lega (una ventina di tweet e altrettanti DM), dal fatto che odiando la modestia odio anche chi si autodemolisce definendosi un cerebroleso ed essendo io barese e lui napoletano la cosa non potrebbe mai funzionare, a prescindere da tutto questo ho provato persino un po’ di piacere nell’inviare il tweet che consigliava di leggere il suo blog. Strano: io che provo piacere nell’aiutare qualcuno…

Passo indietro metaforico.

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Giusto ieri sera ho fatto star male un’amica a causa del mio modo di vedere le relazioni che finiscono e il passato in generale. Io penso che se una relazione finisce vada seppellita e che bastano i ricordi a ingombrare il Presente. Io penso che quasi nessuno sappia vivere il Presente e che troppi vivano il Passato o il Futuro. Eppure esistiamo, viviamo nel Presente, no? E mentre filosofeggiavo su ‘sta cosa lei mi risponde che sono passate solo due settimane. Credevo fossero passati mesi. E si che ho avuto due settimane molto intense, però… Fatto sta che l’ho fatta star male e non mi sono trattenuto una sola frase di quello che avevo da dire. Sono stato poco “tattile” nei suoi confronti e me ne dispiace. Un po’ perché tutto sommato non si merita di stare male anche per me e un po’ perché evita di rivolgermi la parola e il fatto di poter stare a casa sua nei momenti morti tra un appuntamento e l’altro è cosa piuttosto utile per un periferico come me. Ecco si, mi dispiace del fatto che stia male, ma la cosa che mi fa pensare è che casa sua mi serviva. Cinismo? Menefreghismo? Egoismo? Non sono così bravo a scrivere da conoscere tutte le parole giuste, ma queste sono le prime che mi vengono in mente. E onestamente la cosa che più mi perplime è che non credo di essere poi così tanto diverso dalla normalità. Il cazzo che mi frega** è che io lo dico. Mi comporto esattamente come tutti gli altri esseri umani che conosco o di cui ho sentito parlare, ma descrivo le mie azioni. Mi racconto. E’ un problema perché normalmente si presta più attenzione a ciò che ci viene detto piuttosto che a quello che facciamo. Fatti, non parole è un obbiettivo di perfezione che è meglio lasciare all’utopia. Perché noi parliamo con la testa bassa quelle rare volte che non chattiamo. Quando mai ci rendiamo conto o veniamo a sapere o ricordiamo i bei gesti che ci fanno le persone che ci vogliono bene? Non ne diamo alcun peso, ci appaiono scontate quelle Piccole Cose chiamate così solo perché basterebbe un attimo per farle, ma tanto grandi da riempire un ricordo che ci accompagnerà per sempre. Tanto scontate da perdersi come rumore bianco sullo sfondo di relazioni affrettate, vissute di corsa e mangiate e digerite velocemente in attesa di sederci a tavola per il Cenone con l’Angelo con cui condividere l’eternità. Per una relazione che durerà l’eternità val la pena perdere un po’ di tempo ad ascoltare anche con gli occhi, a memorizzare ogni suo piccolo gesto e a renderlo un mattone su cui ci poggeremo dopo ogni singola bastardata che volente o nolente l’Angelo ci farà, no?

E allora penso che tutti i rapporti si basino sulla prima impressione. La prima fase di una relazione ha sempre una scadenza. La calcoliamo ogni volta che ci viene stretta la mano e si sente farfugliare la mano nella bolgia delle nuove presentazioni. Quanto vuoi che possa durare una relazione con Tizio? E’ un calcolo inconscio, siamo così abituati a farlo che ormai ci viene naturale come respirare.

La Prima Impressione è un’arma pericolosa: se non sai maneggiarla bene è il tuo Tempo, la tua Vita che si fotte e di conseguenza anche tu. Quanta Vita hai ancora? Non dare fiducia a chi se la merita o peggio darla a chi non la merita assolutamente. Ci sono ragazze che piangono e rovinano rapporti per aver preso in simpatia lo stronzo che gli ha messo le foto porno in rete e c’è chi si rende conto che magari quel ragazzo avrebbe aiutato entrambi ad essere più felici. Chi lo saprà mai, dopotutto: quel che è fatto è fatto e raramente si torna indietro. Il passato se non lo seppellisci tu tende a seppellirsi da solo. Quando si tratta di cose buone. E si mette la pietra sopra a quello che avrebbe potuto essere bello e che mai sarà perché avevamo paura di dare fiducia dopo una bella batosta. E alla fine vince il bastardo che ora non ti pensa più e tutti gli altri perdono. E tu sei dalla parte degli altri, sempre.

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E allora per una volta lascia perdere la tua Prima Impressione, seppellisci l’esperienza che ti ha fatto notare incredibili somiglianze con chi ti ha ferito in passato e ricorda che non basta una vita per imparare a conoscere se stessi, figuriamoci se basta qualche occhiata o qualche parola per conoscere un’altra persona! Fai lavorare un po’ il Senno di Poi che non sbaglia mai per definizione! Bene che ti vada riceverai in dono una splendida amicizia o relazione o tutto quello che non hai ancora! Male che vada avrai una storia da raccontare su un blog. Magari alle tre di notte. Magari per fare un favore a un neo blogger. Magari per presentare il suo blog al meglio.

E figuriamoci al peggio…

* Al massimo Mad, ma Man quando mai...

** E’ un baresismo. Come quando si dice lo sei andato a prendere in culo a Cristo per dire che hai impiegato un sacco di tempo per fare qualcosa. Non è volgare: è solo un'altra lingua. Quindi rispettateci e non cacciate per futili motivi i nostri campionissimi dal Grande Fratello.

Music on air: Queen – Don’t stop me now

3 commenti:

silvia ha detto...

Ho mantenuto la promessa e ho letto e come se ho letto! Strano che io abbia iniziato a leggere casualmente proprio da un argomento del genere che sento quasi mio. Sono consapevole di tutto quello che hai scritto e sono d'accordo. Questo post mi servirà da lezione, lo rileggerò quando mi mancherà la forza di non fermarmi alla prima impressione! ;) GRAZIE!

Nubetossica ha detto...

Prego, Sisse'! ;) Ma mica ci volevo io per farti capire che su certe cose eri convinta: magari la prossima volta sarò io a scriverti grazie, ok?

dEl. jOKeR ha detto...

Ne hai fatta di strada dal tuo primo post... sembri quasi un'altra persona. E' vero, manco da un pezzo. Difronteallospecchio era (ed è) una gustosa lettura da fare subito dopo colazione, una buona abitudine che non andrebbe mai persa. Con la mente sgombra andare al di là delle righe, soffermarsi, capire. Un po' quello che sto cercando di fare stasera dopo una giornata intensa di lavoro, palestra e vita. Non è proprio semplice, ma mi sforzo di farlo. La Prima Impressione. Quella che, secondo la psicologia, determina l'inclinazione nei confronti di una persona. Inclinazione dura da cambiare nel tempo. Eppure succede di cambiare opinione su una persona. Chi non ci riesce è perché non lo vuol fare o, nel peggior dei casi, jiè tarat propriè. Tu hai mai cambiato opinione su qualcuno?
Tra le tue parole mi sembra di scorgere un po' di amarezza incagliata in un passato non ancora dimenticato del tutto. Dici di vivere il momento, e lo condivido: ma il passato ogni tanto ritorna e il futuro, con i suoi "se", è sempre _presente_. La cosa migliore sarebbe convivere con tutto nel quieora. Sarebbe un bel risultato.
A proposito: lo hai fatto, non lo hai voluto fare o siè tarat propriè?

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