lunedì 17 agosto 2009

La prima mattina

Got_Milk

[Questo è il primo capitolo. Gli altri arriveranno quando capita, capita!]

Ho ancora i pensieri che marciano al ritmo dell’ultimo sogno e sono già sulla sedia di plastica fuori dal bungalow. Non è che non ho la forza, ma per ora mi è più facile fissare la colazione che tutto il resto. La colazione… il pasto più importante della giornata… l’unico, come avrei scoperto la sera di quel giorno. Simona è già lì frenetica che sposta cose, Ire guarda con atteggiamento di sfida una sigaretta rullata da lei, un bicchiere di latte versato in buona parte fuori dal bicchiere e una merendina al vago sapore di fragola. Io sono sfatto, non mi domando nemmeno il motivo per cui mi sia alzato dal letto. Eseguo soltanto gli ordini… e ci tengo a non far passare energia tra le sinapsi. Il Campionato Mondiale di Relax è iniziato e questo è il mio contributo per un posto in classifica oggi.

“Abbiamo si e no cinque ore di sonno… Però è troppo bello! E’ figooo!!!Sono stanchissima, ma dobbiamo andare a mare! Guardatemi come sono biancaaaaa!!! NICO-NICO-NICO BELLO: dove ci porti a mare stamattina?!” La voce schizoide di Simona: da zero a 120 db (e ritorno) in tre secondi e due. Ero riuscita a dimenticarla, nonostante le poche ore di sonno. Il latte è ancora lì, io pure. Immagino la macchina parcheggiata che risponde a Simona facendo spallucce.

“Dove sono i biscotti?” sbadiglia Veronica mentre squilla al suo ragazzo. Ecco la sottile ingenuità di Veronica. Io fisso ancora il latte, troppo stonato per alzare gli occhi, ma non abbastanza per intuire l’espressione eloquente di Ire e di Simona. Alzo il braccio, sento la mano alla fine di esso e afferro il bicchiere di plastica vuoto a metà, faccio per iniziare a bere e Veronica se ne esce con “Strano… questa voglia di schizzo non ce l’avevo ieri sera!”.

Domanda: cos’ho fatto ieri sera? Risposta: non faccio sesso da tre settimane, di questo ne sono sicuro. Quasi sicuro.

Alzo appena lo sguardo, la fisso in tralice e come una serie di lucine di Natale nel caldo d’Agosto tutti i miei neuroni vengono percorsi dalla scossa datami da quelle parole. Mi discolpo, lei ride e io non ricordo neppure cosa le ho appena detto. “Scema, è il morso di una zanzara. E solo tu potevi dire che assomigliava ad una voglia a forma di schizzo!”, mi chiarisce Ire, con il fumo che le esce dalla bocca ancora impastata dal sonno. Ed eccomi che bevo il latte, con lo sguardo sul muro davanti e la testa che si è svegliata.

Il cervello torna a riempirsi di mille pensieri e di mille persone che non hanno voluto essere lì con me, ma io ce le ho portate comunque. Se non completamente almeno il loro fottutissimo ricordo carico di risentimento e nostalgia.

E questa è solo la prima mattina.

Music on air: Mr. Vegas - I Am Blessed

6 commenti:

Clelia ha detto...

sPERIAMO VADA MEGLIO! :)

Clelia

Hen ha detto...

Col senno di poi... si! ;)

DeL. JOkeR ha detto...

Non c'ho capito granché... e cmq, perché ieri non me ne hai parlato? :D

Hen ha detto...

E toglierti tutto il divertimento di non capirci un'h? ;D ps: cos'è che non hai capito? Sto diventando troppo criptico coi miei "riassunti"?

DeL. JOkeR ha detto...

...cos'è la voglia di schizzo?? Oo"

Hen ha detto...

Boh, manco ho voluto controllare cosa pensava quella tipa assurda!

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