sabato 24 marzo 2012

Se ci sei allora lasciami un segno

 

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- E’ tanto che non scrivi sul blog

- Non conto i giorni, i mesi e gli anni, ma lo so.

- E’ tanto che non parli di te lì. Mi spiace non leggerti.

- Lo stai facendo adesso. Se vuoi sapere qualcosa di me sono qui. Basta chiedermi.

- No, sul blog è diverso.

- Anch’io.

 

Si dia il caso che qui ho descritto rarissimamente le mie cose. Nemmeno adesso. Qualche volta è capitato che scrivessi delle mie cosacce, il resto è tutta rielaborazione. Verità surgelata, lasciata lì nel freezer del mio cranio e scongelata dopo anni, mesi o giorni (ma ormai chi la capisce più la differenza?)

Così scrivo. Non per assecondare richieste come quella di sopra (che traduco testé: “Mettiti la mia maschera preferita e scrivi che quando lo fai hai gli zigomi alti e gli occhi verdi e mi arrapi forte”) A me, le maschere che indosso qui, sembrano tutte maschere antigas, ma oh: c’è a chi piacciono.

Scrivo perché ogni tanto mi rutta un po’ la memoria e il boato formato pocket mi ricorda che dopo aver scritto sto meglio. Non è questione di calmare l’ansia, come se ne soffrissi davvero, è più questione di mettere le virgole e le congiunzioni al loro posto. Ora calma, un momento! che messa giù così sembra che la scrittura sia un surrogato del riordinare la propria stanza in attesa che vengano gli ospiti a mangiare questa sera (si, gli ospiti mangiano davvero la Sera #truestory)

Se vuoi scrivere qualcosa di più lungo di un tweet ci sono dei tempi da rispettare. Delle strutture. Più scrivi e più ti rendi conto di dover essere anche un architetto con la laurea in ingegneria qualcosa. I pensieri uno sull’altro non funzionano, collassano dopo un po’ dietro i fischi della tua coscienza in primis. E’ difficile e la pesantezza della pensatezza è parecchio da sopportare. Ogni nuovo post è uno sguardo dentro lo specchio dopo una settimana di dieta. “Ma come, settimana scorsa ti si vedevano le fossette sulle guance… e adesso? – Adesso è Carnevale e ho una maschera sulla faccia – Sicuro?” Sarebbe la prima volta.

E allora scrivo, adesso che il cielo non è ancora nero e in casa è già pieno di buio. E’ un momento di quelli che ti fanno capire che basta procrastinare. Il giorno sta per finire e son gli ultimi minuti, eccheca. “Accendi la luce” Si, ok: ora dovrei spiegare cosa cazzo è il dna e il concetto di ancestralità, ma non mi farei capire. Soprattutto perché non ne ho voglia. E quando non ho voglia le cose escono a cazzo. Nel senso velocemente e poi piano piano salgono su e poi di nuovo giù velocemente. Per quell’istante di Tocco il cielo con la cappella!!! non ne vale la pena. E poi comunque c’è già chi l’ha scritto meglio. Una volta era meglio perché non c’era Google. Le cose non le trovavi, i pensieri erano solo tuoi e di quei quattro a cui rompevi il cazzo supplicando con fare altezzoso di leggere quello che avevi espletato su carta. Digitale, non igienica. Bei tempi. E lo saranno anche questi. Perché ci si è sempre lamentati del presente sperando nel futuro. E quest’ultimo a malapena regge il confronto, anzi. Penso al prezzo della benzina.

Comunque.

Faccio prima a non scriverle certe cose. Che mentre scrivi il momento magico diventa passato, diventa Bei Tempi! Anche perché la cappella vira velocemente verso il basso. E al basso non c’è mai fine. Perché ci possiamo arrivare più facilmente. Perché è più facile accorgersene di essere lì.

 

Music on air: Incubus – Drive

7 commenti:

Elizabeth ha detto...

E niente, volevo dirti che leggere questo post è una bella cosa. Una cosa bella, di primissimo mattino. Una cosa che fa tornare un mucchio di speranze. Grazie, di tutto cuore. Grazie.

Nubetossica ha detto...

Ricordatene quando, prima di tornare, dovrai cercare dei souvenir, Elizabeth-Sama! ;)

Morrison ha detto...

E adesso come ci vado a lavorare? Devo leggere almeno un'altro paio di tue cose prima...complimenti, complimenti davvero...una bella testa e delle dita virtuose.

Agart ha detto...

c'è già un segno, non serve lasciarne altri perchè quelli che si portano sono già indelebili.
Dolce notte
Agart

Nubetossica ha detto...

@Morrison Tranquillo, è allo studio un Decreto Legge che certifichi i ritardi per Lettura di Blog. Stai pensato pure tu!

Squilibrato ha detto...

Un blog è un luogo nel quale essere disordinati è obbligo.

Krimhild ha detto...

non devo dire niente, giusto? perchè già lo sai.
E comunque mi incasino un sacco, quando ti leggo.

Bello Nube, bello.

Krim.

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