lunedì 30 novembre 2009

Elogio del cazzeggio



Questa settimana ho cazzeggiato. Nel senso che non ho studiato una cippa. Nel senso che ad un occhio istupidito dalla tv sembra abbia perso tempo.

E' stata una settimana inutile? Quasi. Perché ho raccolto esperienze che scorrono via dalle dita e impregnano la tastiera di un'a normale quotidianità.

Perché ho circumnavigato la blogosfera in lungo e in largo gettando l'ancora dove voci di sirene mi tentavano con anteprime di 320 battute e ritrovando più tesori sulla stessa isola. E da qui spiccare il volo su Twitter, ascoltando i cinguettii arrivare fin sopra le nuvole, fino alla mia testa. Sentirmi impregnato di idee, esperienze, vita che metà ne basterebbe a demolire il concetto che tutto il mondo è paese. Un paese pieno di anime, di spiriti affini e soprattutto non, in attesa di ridere in faccia ai ghostbusters armati di ipocrisia e sordi per la loro ignoranza. Questi esseri normali che sminuiscono la capacità delle idee di vivere e moltiplicarsi in maniera libera. Di riuscire a sopravvivere in questo mondo vecchio implodente su stesso e di riuscire a farlo grazie ai mezzi d'espressione dove sono le idee che viaggiano sicure, al riparo dalle brutte figure dei nostri corpi. 

Perché l'anima è invisibile agli occhi analfabeti.

Music on air: Antoine Dufour - Reality

domenica 29 novembre 2009

Non crederlo complicato


E' un po' come per i test di FaceBook. Già mentre li fai riconosci dove si potrebbe andare a parare. E se arrivi alla fine di un quiz puoi sempre ripeterlo modificando qualche risposta fino a quando non azzecchi il risultato voluto. Ci vuole pazienza, un po' di memoria e una buona connessione. 

Credo che l'Amore esista e lo si possa ottenere come si vuole. Se va bene per una stupidaggine come un quiz su Facebook, perché non potrebbe essere lo stesso per le relazioni della propria Vita?


Music on air: Jordin Sparks Feat. Guy Sebastian - Art of Love

venerdì 27 novembre 2009

Cerco l'intimità...?


Oppure ho semplicemente qualche disordine mentale...?

O forse è solo che la finestra della mia stanza volge a est così che l'alba posso solo sognarla e dei tramonti ne vedo soltanto i riflessi sulle finestre di fronte.

Leibniz era un cazzaro, ecco!


Music on air: Steve Buscemi canta l'intero mondo

giovedì 26 novembre 2009

Servono idee


Ecco. Sto pensando a un nuovo header. Uno più ggiovane. Uno con le K, i nn, i tv1mdbxs e che magari possa essere scelto da Moccia per essere ficcato nei Baci Perugina così la dieta potrà finalmente andare bene.

Uno che se non me lo disegna Ciano col cavolo che betatesto più CianoDock!


Mah, mo vediamo. Se domattina lo trovo di buon cuore magari nel pomeriggio ce lo ficco l'header nuovo, và! 


ça va sans dire, sono moooolto ben accette delle idee. Quelle politicamente scorrette, bastarde, laide, sporcellose, anticlericali e che magari non c'entrano un fico con lo stare Di Fronte Allo Specchio saranno tenute in maggior considerazione dal sottoscritto. Tanto il blog è mio, gnè gnè gnè!

However inizio io, và! Che tanto lo so che siete timide/i.

Un tizio che si lava i denti davanti allo specchio del bagno. Si vedono solo dalla parte dell'osservatore vari elementi come l'altro sesso che mi abbraccia, strani folletti che si rincorrono armati di spazzolini, una bilancia di quelle che si trovano negli ospedali e bla bla bla.


Mah, vedremo!


Music on air: Rocking Horse - Forza Sugar

mercoledì 25 novembre 2009

Eccezioni e sfumature

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Ultimamente ho avuto la fortuna di conoscere molte ragazze. Molte ragazze e alcune donne, ma è pur sempre qualcosa perché ho scoperto che non esistono soltanto donne vuote, registe mentali, che si preoccupano per la loro ormai inesistente verginità ogni qual volta un essere umano di sesso maschile le scrive o le dice qualche parola in più di "Ciao!", "Come va?" e "UGAH-UGAH-BABUGAH".

In effetti quando la clava era legale e gli avvocati non erano altro che un incubo di qualche capo tribù c’erano molti meno pensieri, meno fumo e più carne sul fuoco. Al sangue.

E millenni dopo un secondo cervello è stato inventato, sono nato, me ne hanno regalato uno e ora posso godermi la compagnia delle donne. Si, grazie all’evoluzione sono una persona migliore e ora la clava la uso soltanto contro gli avvocati.

Aderisci anche tu all'evoluzione: non opporti alla crescita di un cervello anche lì!

UGAH!

Music on air: Zucchero – Così celeste

Non è lunedì

Oggi non è lunedì. E sti quatsi, starai pensando.

Oggi è…si, mercoledì. Oggi è mercoledì. Mi piace il mercoledì. Soprattutto la notte di mercoledì, anche se è il momento più triste per il comune essere umano dedito ad attività generiche come lavorare, studiare… fare roba. E’ il momento più lontano dal weekend. E sti quatsi. E son due.

E sai perché mi piace questo giorno nonostante sia il più lontano dal meritato riposo di ogni comune essere umano? Perché i negozi sono tuuuutti aperti. Come quelli dei barbieri, parrucchieri, tagliacapelli. Sono chiusi di lunedì, riaprono il martedì. E porca puzzola a  me non sembra giusto che la voglia di tagliarmi i capelli arrivi puntualmente di sabato alle 20.01 e la si superi completamente il lunedì alla stessa ora! Tre giorni sono tanti per qualcosa di cui puoi fare a meno. E durante il weekend ci si diverte, ci si rilassa… si spendono i soldi che avresti speso per farti tagliare i capelli!

E a lungo andare ci si riduce così!

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…e son tre. 

Music on air: Neffa – Tutto può succedere

giovedì 19 novembre 2009

Scripta volant

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Frattale, eternità, neurone, grembiule, elefante…

Ed ecco che immagini un elefante. Le parole sono incantesimi, capaci di modificare la realtà. E questo non lo pensa soltanto Beppe Grillo, ma chiunque sia affascinato dalla parole, dalle loro combinazioni e dall'eternità che queste suggeriscono. Spesso mi sento la scimmia alle prese con la sua occasione di scrivere Shakespeare e siccome non è certo che abbia un tempo infinito non posso far altro che scrivere-scrivere-scrivere per aumentare le probabilità di de-scrivere il mio sogno di una notte qualunque. E’ più difficile di quel che si pensi far scivolare le lettere dai neuroni alle dita e concentrarle in parole, frasi e periodi di senso perfettamente compiuto. Ci vuole talento perché i pensieri e le emozioni non sono soltanto parole. Eppure nonostante questo ci sono un sacco di scrittori e pochi lettori.  Assieme ad un grembiule la scuola ci concede l'ingresso nel flusso di informazioni che scandiscono il trascorrere del tempo: impariamo a leggere e scrivere. Meccanicamente, perché l'anima arriva dopo. Crescendo sfruttiamo le lezioni della maestra e leggiamo (poco) e scriviamo (male) perché piuttosto che ascoltare ci piace tirar fuori quello che abbiamo dentro. E’ più facile perché l’ascolto è fatica e se non sei empatico è una guerra di nervi combattuta nelle trincee della noia. Eppure non voglio credere che ci siano tutti questi scrittori, tutti questi improvvisati blogger senza arte alcuna solo perché l’essere umano medio è incapace di ascoltare. In parte è così, ma credo che ci sia una ragione più profonda.

Credo che tutto ciò che sia scripta è un'eterna ghirlanda di frattali che ti fanno sentire di essere parte di un ciclo infinito. Un ciclo che sopravvivrà alla decadenza dei nostri corpi e a quelle delle future generazioni, fino a quando non ci saranno più occhi capaci di comprendere quella necessità di trovare l'immortalità a cui tanto aspiriamo. Tutti vogliamo essere ricordati in qualche modo affinché la nostra esistenza non sia stata inutile. Potremmo dedicarci a cambiare il mondo in mille modi, ma scrivere rimarrà per sempre il modo più facile. Perché scripta manent …fino a quando tutta l’eternità che le parole suggeriscono non sarà volata via.

Non Per Sempre. ma quasi!

Music on air: Bluvertigo - La crisi

martedì 17 novembre 2009

CianoDock Versione 0.3

Luciano

“Pronto? Ciano? Vedi che c’è un mezzo problemino con le icone: non mi piace che appaia in primo piano in base all’ordine cronologico di ADD!”

“Ti sei mangiato un dizionario informatico, Ni’?”

“Meh, cretin…”

“Ok, c’è solo da fixare l’ordine Z. Ci vogliono solo due minuti! Altro?”

“Ovviamente. Dopotutto da quando sei diventato un programmatore professionista? Se inserisco gruppi o file che hanno lo stesso nome di gruppi o file già presenti si scombina la dock…”

“Oh, questo è un bug… Non ci avevo pensato! Vabbe’, ci vogliono solo cinque minuti: il tempo di trovare la stringa di codice e mettere un controllo! Altro?”

“Si! Avendo diverse amiche a Lingue potrei avere la possibilità di farmi tradurre il file della lingua! Cosa ne pensi di una versione di CianoDock in russo? O in francese?”

“Ma guarda un po’: proprio ieri uno su un forum mi ha passato il file con il portoghese!”

“Portoghese? Non c’è la versione in spagnolo o in francese e abbiamo il portoghese?”

“Che vuoi da me?! Quello è brasiliano e me l’ha fatta in portoghese! E potrei averla anche in tedesco!”

“CianoDock alla conquista del mondo, eh? A quando il cinese, l’hindi e il giapponese?”

“Mo vediamo! Intanto ho pensato anche che sarebbe un problema quello degli aggiornamenti!”

“Cioè?”

“E si, mo in pratica uno deve andare sul sito di suo schiribizzo e controllare se è uscita una nuova versione: io invece voglio che si scarichino l’updater una sola volta e questo poi fa tutto in automatico! Ad ogni avvio del programma controlla dal sito confrontando i numeri di versione e se è uscita quella nuova allora la scarica automaticamente. due minuti e finisce tutto!”

“Pic indolor dovrebbe chiederti i diritti…”

“Che c’entra…?!”

“Lascia perdere: piuttosto altro? Sta versione 0.3 la vogliamo pubblicare? Ormai la piena compatibilità con Windows 7 e Vista l’abbiamo ottenuta! E comunque hai per caso creato altre skin per il programma?”

“No, ma dopotutto quante cose devo fare?! Ho praticamente riscritto il programma!!!”

“Camin, come se non lo so che vai rubando rubando i codici dai vari forum! ;) E poi sei un grafico in primis: dovrebbe piacerti disegnare nuove skin!”

“Ehi, mo non ne faccio di altre skin! Tanto lo so che tu usi sempre quella che t’ho disegnato apposta!”

“Ok, ho capito! Quando la pubblichiamo la nuova versione 0.3?”

“Dieci minuti, il tempo di scrivere il codice! Anche se devo fare dei banner per Decathlon e finire altri lavori..”

“Meh, vabbe’: quando completi il tutto squillami e vengo a prendere il programma per testarlo, ok?”

Come no. E’ passato un mese da questa conversazione con Ciano. Un mese passato a disegnare banner per il sito del Decathlon, a progettare il sito di Ciano, a trovare nuovi bug in CianoDock e a cazzeggiare in libertà. Ma finalmente la versione 0.3 è pronta! E ho anche aggiornato il blog del programma!

Ecco qui la pagina per il download!

Fresca l’anima del Purgatorio! E la cosa che mi spaventa è che una 0.4 è prevista tra un mesetto: inseriremo dei widget, il supporto per il cestino e un altro paio di cose che ora non ricordo! ;)

 

Magari un giorno andrà bene anche per il Mac, chissà!

 

Music on air: The Prodigy - Firestarter

lunedì 16 novembre 2009

Bellissimi e stupidi

Non mi piacciono le classifiche eppure le guardo sempre. Mah. Sono un po' come l'oroscopo: sono solo uno spunto per fare un po' di polemiche che servono a sfogarti per bene in vista degli impegni mattutini. Oddio, gli oroscopi servono anche a ricordare i Cavalieri dello Zodiaco o, se la discussione va avanti per un bel po', per ordinare da quel ristorante cinese che regala calendari. Inoltre qualche volta leggere l'oroscopo è servito per attaccar bottone con alcune tipe bellissime e stupide, ma questa è tutta un'altra storia. Quasi. Perché bellissimi e stupidi sono anche i quattro video che pretendo tu veda. Davvero, mi offendo. Magari non tutti assieme altrimenti la voglia di diventare una star dello spettacolo potrebbe scombussolare sia la tua che la vita di tutti i bellissimi e stupidi dei vari reality della nostra cara e amata baby sitter italica.

Udite, udite... il disco PAROTITE! Che detta in soldoni è un disco...

DA ORECCHIONI!!! (cit. Zoo di 105)

Il suo sguardo magnetico mi attira nella torbida notte di una struggente storia d'amore. E anche il suo pizzetto non è male.

We are the world! We did it!

Proprio vero…

Il Casto Immanuel che ci presenta il Gioca Juer dei nostri tempi. Per non parlare delle immagini zoologiche relative all'upupa, al capodoglio e ovviamente alla pe...


E adesso il meglio, il video che da solo vale questo post e altri mille! L'unico motivo per cui ho creato questo post.

Hen, la Nubetossica

Perché le sublimi vette del trash sono sempre tali in quanto involontarie! E al minuto 2.51 c'è la mossa sexy che ogni occhialuto vorrebbe poter fare!

TwittieFlittie

Questo è il video che ogni ballerino da matrimonio vorrebbe imitare mentre l'invidia lo divora! 

Gioska23 nella bozza della sua intervista alla wedding planner

Solla Solla Enna Perumai

 

A domani, ti lascio con un'aforisma dell'uomo più intelligente di tutti i tempi: Ludwig Wittgenstein!

Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente.

E se lo dice lui…

Music on air: The Offspring - The kids aren't alright

sabato 14 novembre 2009

Non sono sciemo

Fondamentalmente sono un buono. Per quanto orribile possa essere stata la tua prima impressione posso confermarti in tutta sicurezza che è sbagliata. Parlo per esperienza: il commento più simpatico ricevuto da quello che è diventato un Amico è stato “Mi sei subito sembrato uno stronzo, ma per fortuna ho scoperto che il cesso non era otturato”.

Io sono uno di quelli che ancora hanno a cuore un mondo che potrebbe essere migliore, ma che purtroppo non lo sarà mai. Uno che soffre per la miseria altrui perché sa cosa significa avere voglie e nessun modo per soddisfarle. E anche uno che non evita mai di lodarsi perché se non lo fa da solo… Comunque sia sarei stato un ottimo boyscout se non fosse stata per tutta quella religione ai campi estivi. Suor Genoveffa lo capi’ immediatamente che non sarei stato quello che lei sperava diventassi, cioè un altro prete che avrebbe avuto a cuore le sue pecorelle (e nessuna di più). Tralasciando la metafora delle pecorelle, in parte il desiderio di santa donna si è avverato: sono diventato una persona migliore della media, nonostante dica ancora le parolacce e faccia domande inopportune sul sesso extraconiugale della madonna.

Mi spiace davvero per alcune persone che conosco, persone che hanno un’autostima che non è a terra: di più. La loro autostima si è evoluta per i fatti suoi, ha assunto una forma artigliata e ha iniziato a scavare fino ad arrivare là dove nessuna autostima era mai arrivata prima. Autostima che ti aspetteresti da chi oggettivamente non vorresti manco vedere fotografata sulla linea dell’orizzonte. Inutile scriverlo che anch’io una volta avevo un’autostima evolutasi assieme alle talpe, eppure lo scrivo così ho un ottimo attacco per l’argomento del post e in più posso rimanere in allenamento con la dattilografia. Scrivere con tutte e dieci le dita, per chi non vuole cliccare sul link. Un giorno, perché di solito le cose accadono sempre un giorno, ho iniziato ad usare tre dita e da allora è stato un crescendo di dita, un’orgia di polpastrelli digitanti allegramente sulla tastiera fino ad arrivare ad essere considerato quasi magico dalla Nana, che da buona bambina prodigio fai-da-te scema non lo è affatto. Eppure rimane comunque una bambina e certe cose riescono ancora a stupirla, nonostante tutto. Riuscire a compiere un’impresa eccezionale è sempre magia: l’ho letto nei suoi occhi sbrilluccicosi e quel sorriso a venticinque denti. Riuscire a scrivere decine di frasi in meno di un minuto per chi riesce a malapena a scrivere senza errori la frase “NICOLA E SCIEMO”* deve apparire come un incantesimo di nono livello lanciato da un arcimago di fronte ad un popolano. Per me è routine quando non ci sto attento. E manco questo vorrei scrivere, cioè che quegli occhi io li ho ancora. I miei occhi sono ancora quelli di un bambino di 8 anni che fa domande e sorride per la risposta. Riesco ancora a stupirmi come un ebete di fronte a certi miracoli che avvengono giorno per giorno. Uno è quello di aver visto evolvere le mie dita per adattarsi alla comunicazione 2.0. Un altro è vedere persone che dovrebbe camminare ad un palmo da terra per quello che ha ed è, eppure ha ancora bisogno di tanti complimenti da persone per tirare a campare. Certe cose non finiranno mai di stupirmi. Come certi piccoli e grandi progressi che riesco ancora a realizzare nonostante tutti i casini, gli ostacoli e le delusioni di tutti i giorni. Ecco come far crescere la propria autostima! E tutto questo senza che nessuno mi fermi per strada e mi dica “Sei un grande! Un grande!!!” quasi commosso e con la voglia di abbracciarmi stretto-stretto. Questi sono giorni che vedono un me migliore ogni volta che mi sveglio nonostante allo specchio mi presenti sempre da solo e con il mondo alle spalle. Magari se non migliore mi sveglio sicuramente diverso, più conscio di quello che voglio e più preparato ad otenerlo. Ogni mattina mi sveglio e oltre a correre come un forsennato senza capire quale personaggio dello spot della Nike sia diventato durante la notte mi rendo conto di essere pronto a spaccare il culo a chiunque cerchi di spaccarlo a me. Perché ci tengo al mio culo. E’ bello, simpatico e mi piace. Perché il mio culo è parte di me ed è mio dovere proteggerlo. Perché non posso di certo buttare via tutto quello che ho faticato a diventare così facilmente.

Sarei uno sciemo se lo facessi.

Nicola è sciemo

*Che frase bastarda! Non solo mi ha scritto che sono sciemo, ma mi ha anche chiamato con il nome che non sopporto. E lei ovviamente sa dove deve colpire per fare più male possibile: gliel’ho insegnato io! ^___^

Music on air: Articolo 31 – L’Impresa Eccezionale

giovedì 12 novembre 2009

Confessa, maledetto!

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Ultimamente mi è capitato tra le mani questo gruppo. In effetti a chi non è mai capitato di inventare peccati da raccontare in confessione solo perché si era costretti a farla per dover poi fare la comunione? Ecco il mio contributo, memore della mia primissima confessione. Per fortuna il prete era uno di quelli che vedeva Il Polpo ;D

"Credo di aver peccato, padre: ho rubato una gomma al mio compagno di banco..."

"E com'è... le gomme si rubano?" e vedo le sue mani mimare un carciofo. Panico.

"Era a forma di Poochie: o la rubavo… o dicevo a tutti che quel mio amico è ricchione!" (Ho detto una parolaccia, ora chiama mamma!)

"Meh e vabbe’… Manco ti chiedo se sai cosa fanno gli omosessuali. E manco lo devi sapere, hai capit?” Mi guarda perplesso e mi fa ”Hai fatto altro?”

“No, siccome devo andare a fare la comunione per la prima volta mio padre e mia madre mi hanno detto di tenermi pulito…” (queste son le parole esatte)

“E basta proprio…” Sorride, ci sono quasi. “Dai, vai a dire tre Ave Maria e non lo fare più. E sbrigati che Padre Vincenzo vi sta aspettando!"

Ovvio che circa vent’anni più tardi mi ritrovi a dover imbucare una raccomandata per lo sbattezzo… ;)


[AGGIORNAMENTO DELLE 16.09 DEL 12/11] Potrebbe anche sembrare uno scherzo, ma questo post è vero al 99%: in realtà il parroco non si chiama Padre Vincenzo. Questo nome è un omaggio al grandioso scherzo del suicidio di Toti & Tata di molti anni fa. Ecco qui il link per chi volesse ascoltarlo! XD

 

Music on air: Chumbawamba - Tubthumping

mercoledì 11 novembre 2009

Prima impressione

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Premessa della Premessa della Premessa

Sotto la terza (di seno) non può essere Vero Amore. Ecco, io una amicizia con una donna riesco ad averla soltanto se c’è massimo una seconda di mezzo. Un'amicizia occupa molto spazio.

Premessa della Premessa

Ire mi ha detto di lasciar perdere certe banane a cui mi stavo dedicando ultimamente e mi ha scritto di aver conosciuto una nuova amica. “Ok”, le scrivo, e siccome lei è una di quelle persone che mi capisce con un solo sguardo* mi manda link su link a diverse foto della tipa. Soddisfacente la prima. Buona la seconda. Eccezionale la terza foto, corredata dalla frase di Ire: “Domani al concerto di Sizzla verrà anche lei: te la presento e poi mi dirai se ho ragione o no su quelle banane! Con lei potrebbe essere Vero Amore: guarda, guarda!” Sorrido: Ire è talmente avanti che ci immagina già tutti seduti a giocare a Burraco a Lido Del Sole. Non sono l’unico a sorridere: guardo la foto e di fotografia ne so abbastanza per capire che per scattarla non c’è stato bisogno di flash. E come un eterno raggio di sole in una mente tirata a lucido vedo sfrecciare il mitico elettrone incaricato ad accendere la lampadina: le foto sono prese dal suo profilo Facebook ergo questo esiste ergo posso chiederle l’amicizia ergo due chiacchiere adesso perché un concerto reggae non è esattamente una sala da thé alle cinque del pomeriggio.

*anche senza visto che eravamo in chat

Premessa

Il resto di questo post è la testimonianza di ciò che scrivo in un periodo di carenza di affetti, di turbinii testicolari e di false speranze condite da cocenti delusioni. Cioè oggi pomeriggio.


Viviamo in un mondo diverso, definito 2.0 da chi l'1.0 non sapeva come viverlo. La cosa migliore sarebbe incontrare una bella ragazza, magari simpatica e con un  sorriso che finirebbe di sciogliere l'Antartide. La cosa migliore sarebbe incontrare questa ragazza dal vivo, dopo che la tua amica Irene te la presenta. Magari incontrarla ad un concerto. Magari ad uno di Sizzla. Magari anche domani? In ogni caso eccoci qui. Perché siamo anche 2.0 noi. Mica pizza e fichi!


Ovviamente ancora nessuna notizia. Spero che sia ancora a lezione, altrimenti inizio a deprimermi e farmi strani film mentali…


Ah, il concerto è stato annullato…


Music on air: Arctic Monkeys - Fluorescent adolescent

lunedì 9 novembre 2009

Scleri lavorativi

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Bari. Policlinico. Macchinetta del caffè nel reparto di Dermatologia. L'indefesso lavoratore che oggi mi ha offerto una cioccolata per un po' di chiacchiere è uno di quei portinai nullafacenti a cui da fastidio se mai ti dovesse venire l'infelice idea di chiedergli informazioni. In pratica se dovessi mai chiedergli di lavorare. 

"Ma mi da un fastidio ‘sto fatto che gli americani dormano mentre noi lavoriamo!"

"Cioè?"

"Per il fuso orario! Noi lavoriamo e quelli dormono! Che nervi, guarda…!"

"Scommetto che non hai ancora fatto colazione…"

"E si, mo è arrivato il dietologo!"

"In effetti... Vabbe’, pensa al fatto che mentre noi dormiamo loro lavorano, no? E’ la stessa cosa!"

"E ci mancherebbe! Non è che possono dormire sempre e a mandare avanti la baracca siamo solo noi!"

"Mi segui? Ohu, stai capendo cosa voglio dire?"

 

 

Music on air: Plasticnoir - Artificial world

Piccoli fratelli non crescono

   

Nessun pagliaccio era divertente. Era quello l'autentico scopo dei pagliacci. La gente rideva di loro, ma soltanto per nervosismo. Il senso dei pagliacci era che, dopo averli visti, tutto il resto appariva gradevole. Era bello sapere che c'era qualcuno messo peggio di te. Qualcuno doveva pur fungere da culo del mondo.

Terry Pratchett

 

Progetti per il futuro? «Vorrei aprirmi una serie di locali, stare nell’ambito del commercialismo». Personaggi storici preferiti? «A me mi piace Bud Spencer e Terence Hill».

La tua passione? «Di solito faccio viaggi incontinentali. Messico, questi viaggi qua». Se fossi un personaggio storico, chi vorresti essere? «Maldini».

Il tuo motto? «Otto?» Motto. «Morto?». Motto! «Ah, motto. Il mio motto? Normale, come sempre».

Sai chi è il presidente francese? «No. Saccio solo quello italiano. Berlusconi». Sì, ma il presidente della Repubblica chi è? «C’è Berlusconi che è il presidente della Repubblica. Poi c’è il presidente del Consiglio che è Carlo Azeglio Ciampi».

Chi è il presidente della Repubblica Italiana? «Piersilvio Berlusconi». Silvio o Piersilvio? «No, Piersilvio».

Cosa porteresti in un’isola deserta? «I profilattici». In un’isola deserta? «Sì, e poi la compagnia che posso dare agli altri».

Che mestiere fai? «Il barrista». Con quante erre? «Due». Qual è la tua passione? «Faccio bodibidink: sollevo anche sessanta pesi».

Il viaggio più interessante? «L’ondra». Come si scrive in inglese? «L - apostrofo - ONDHON».


Music on air: Cidinho & Doca - Rap Das Armas (Club Mix)

domenica 8 novembre 2009

La indovino con uno

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Ma che ora è? domando al mio polso nudo. Sono sedici anni che non indosso più l’orologio, ma l’abitudine mi è rimasta. Vabbe’, fra pochi minuti, parcheggiata l’auto nel cortile e salite le scale, controllerò l’ora in casa.

Ultima curva, sterzo e faccio per fermarmi e scendere per aprire il cancello, ma lo trovo aperto. Rapida verifica se ci sia qualcuno e senza scalare entro nel cortile. Parcheggio e vedo lasciare la loro auto i miei zii appena rientrati, con cuginame vario a seguito. Saluto con la mano ancora dentro la macchina. La nana è in braccio a mia zia, più come ulteriore riscaldamento che per reale necessità di stare in braccio. Mica scema la zia. E mica scemo pure lo zio: pelliccia risparmiata, con buona pace degli animali e soprattutto degli animalisti. Mio zio mi sorride, anticipandomi al cancello e chiudendolo esagera un brivido e fa che umidezza stasera, eh Ni’? Annuisco dicendogli grazie e prendendo in braccio l’altro cugino che riesco ancora a poter prendere in braccio. Ezio oggi ha fatto gli straordinari, di solito alle dieci e mezza è già impigiamato e pronto ad essere stivato nel letto. Qualche battuta, un grazie e un abbozzo di sguardo complice dalla nana, qualcosa a metà tra un sorriso e una domanda. Le rispondo che no, il bacetto me lo darai domani. Riabbassa il viso sulla spalla della madre e crolla definitivamente. Sorridiamo un po’ tutti e buonanotte, a domani dico, con le chiavi di casa in mano.

Si chiude la porta dei miei zii e si apre quella di casa mia. Luce accesa in cucina, nel corridoio e in camera da letto. Rumore di frigo che si apre, una bottiglia d’acqua viene agitata da mio fratello, ma di fronte a me c’è quella capa gloriosa di mio padre impigiamato pure lui, in un modo così infantile che nemmeno io ai bei tempi avrei potuto. Ha i pantaloni del pigiama tirati talmente su da avere l’elastico ad altezza quasi diaframmatica e le calze a vista che coprono i polpacci. Chiudo la porta dietro di me, dico buonasera e mi faccio guardare da lui che sicuramente fino a qualche minuto prima dormiva. Fa freddo, quasi a scusarsi. E hai una magliettina a mezze maniche? faccio notare al nulla, mentre trilla il telefono. Sono io il più vicino e alzo la cornetta. So già che è mia madre: quando turna di notte chiama sempre per dare la buonanotte a mio padre, per scambiare qualche chiacchiera, per dirsi le solite cose che due innamorati si ripetono sorridendosi da trent’anni e passa. Già a casa? Le rispondo di si. Dopotutto sono pure le… Batteria dell’orologio della cucina scarico. Saluto mio fratello, capisce il perché del mio sopracciglio alzato, rimette a posto la bottiglia nel frigo e mi dice Come non lo sai? In questa casa è sempre mezzogiorno! Meh, buonanotte a tutti, e si tuffa nel letto. A bomba, ovviamente.

Si, ora te lo passo, buonanotte anche a te. Sussurro buonanotte anche a quello stiloso di mio padre e vado a cambiarmi i vestiti che puzzano di cous cous, fumo e sei tra cani e criceti. Frugo tra le tasche in cerca del telefonino, batteria morta e lo appoggio sulla libreria. Fino a quando non si avvia completamente questa ciofeca di sistema operativo ripenso a quanta fortuna ho nel vivere questa famiglia che riesce a capirmi senza che io apra bocca. Devo addirittura avviare il pc per togliermi la curiosità sull’ora…

 

Music on air: Youth Group - Forever young

sabato 7 novembre 2009

Essential needs

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S. mi ha mostrato la bellezza dell'essenziale attraverso questa poesia.

Poco, mi serve. Una crosta di pane, un ditale di latte, e questo cielo e queste nuvole.

Chlébnikov

E io le ho risposto così

Il ladro se l'e' lasciata alle spalle, la luna alla mia finestra.

Anche se perderemo tutto il resto, avremo sempre il nostro amore.

Nessun ladro... nessuna malattia... potra' mai portarcelo via.

Ryokan

Letta la mia risposta S mi scrive "La luna mi sa sempre illuminare i pensieri. L'amore, per sortire lo stesso effetto, deve essere proprio grande."

E io: raccontami di un amore piccolo...

Music on air: Lumidee Ft Shaggy - I feel like making love

martedì 3 novembre 2009

Come true from a child

Think_Things_Through_by_P0RG

Da piccolo avevo una visione di me che ho faticato per realizzare. Ho letto, ho avuto i miei buddha, ho appreso da essi e ho praticato tutta la teoria. Il bambino che ero era padrone di un sogno e del desiderio di vederlo realizzato. Volevo essere diverso, senza rendermi conto che lo ero già. Adesso sono ancora più diverso dalla massa. Felice? No. Eppure il bambino ha fatto i compiti a casa e ha ricevuto un Bravissimo con lode, quindi ha preso il quaderno, l’ha mostrato ai suoi genitori, ai suoi amici e al suo specchio e poi… l’ha abbandonato in un cassetto, fino a quando non l’ha gettato nel riciclo carta. Quindi ha preso i suoi libri e li ha distrutti o regalati. Ha ucciso i suoi buddha tranciando di netto tutti i rapporti che aveva con loro. Forse era troppo presto. Io credo che sia stato troppo tardi. O di averli scelti male. Beh, ora il bambino è diventato grande e si bulla di avere un super potere. Forse sono davvero empatico, forse lo sono a metà o forse mi illudo di esserlo per avere la scusante di poter ficcare il naso negli affari altrui menando a destra e a manca opinioni e prime impressioni dettate non da un’intelligenza degna di questo nome, ma dalla desolante pochezza che mi circonda. E come la si nota questa pochezza?

Empatia. Mi piace come suona questa parola. E’ simile a telepatia, ma esiste realmente. Magari esiste anche la telepatia, ma non è ancora stata provata scientificamente. Per uno che da piccolo sognava di diventare un super essere questo va già bene: basta poco per rendere speciale una persona. Un gesto, un atteggiamento o la capacità di saper ascoltare. E’ questa l’empatia che mi vanto di possedere. La capacità di capire se sto sulle palle di qualcuno in tempi molto più stretti rispetto alla normalità. Parlo con qualcuno e noto tutte le sue micro espressioni, i suoi movimenti, la sua postura. All’inizio credevo fosse un gioco, un primo step per imparare tutta l’Arte della Seduzione e la PNL. Ho compreso che era una mia dote quella di ascoltare. Anzi, quella di voler ascoltare. Il bambino aveva realizzato il suo sogno conoscendo meglio l’adulto che è diventato. Solo adesso mi rendo conto che a decidere del mio attuale presente è stato un bambino che leggeva troppi fumetti e guardava tutti i cartoni animati che la sua babysitter elettronica gli propinava nelle ore non scolastiche. Sono ciò che ha realizzato il me bambino mentre non pensava a se stesso.

E così eccomi a conversare con gente che parla dietro una maschera, mentre trattiene sbadigli smentiti dalle parole “continua, continua”. Eccomi con donne che mentono spudoratamente al primo appuntamento credendo che il mezzo sorriso a fine bugia non sia abbastanza rivelatore. Ecco Nico che indossa una maschera per far credere di non essersi accorto della recita attorno a lui. Eccomi che mi fingo sorpreso nel momento della rivelazione: “wow…!” Eccovelo qui che confessa di non aver mai creduto a una sola delle loro bugie, di aver seraficamente compreso che forse avere questo super potere non è poi un granché se non si ha anche la capacità di poter cambiare lo stato delle cose, di rendere interessanti le persone noiose o di poter togliere quella meschina soddisfazione di chi ti mente e poi torna ai suoi affari beandosi di essere riuscito a fregarti. Non serve a nulla capire qual è il regalo giusto per chiunque ti stia a cuore se non hai i soldi per comprarglielo, no?

Ti insegnano fin da piccolo che la conoscenza è potere. Quale potere? Adesso che abbiamo Internet, la tv, i giornali e qualsiasi altro sistema per reperire informazioni siamo molto più impotenti dei nostri nonni o dei nostri genitori. O più indolenti che forse è peggio. Ci hanno educato con informazioni vecchie, che andavano bene cinquanta, se non cento anni fa. Siamo vecchi, inadeguati, colpiti da senescenza precoce. Già da buttare ancora prima di aver imparato a come usarci per bene.

Siamo ciò che ha realizzato l’infante che siamo stati. Sogni reali di bambini, inadeguati alla vita tra questi adulti.

Avevamo dei sogni. Ho paura che li abbiamo realizzati già tutti.

 

 E questo l’avrei capito anche se non avessi posseduto alcun super potere.

 

Music on air: Stefano Barone - Batman - Alexander Supertramp

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