sabato 23 maggio 2009

Bukowsky aveva ragione

Sogni mai di vedermi arrivare fino alla soglia della porta per rapirti e portarti dove vorresti essere?



Quella lì sopra fa parte di una ristretta cerchia di un migliaio di sms dello stesso genere a cui V. ha evitato accuratamente di rispondere. Mi sa che dovrei pensare a non inviarne più di questi sms. Oppure cercare di capire se certe cose le faccio per me o per gli altri...


Adoro le domande retoriche!


venerdì 22 maggio 2009

Ri-ri-ri-ri-ri-ri-iscritto su facebook


Eppure ho letto il nuovo post di Nebo.

Eppure lo so che è un'inutile rottura di cazzo.

Eppure _so bene_ chi ci sguazza su facebook.

Eppure gli "amici" di facebook non sono gli stessi "amici" che voglio avere tra le palle di solito.

Ecco...... gli "amici", voglio divertirmi a ignorarli! C'è bisogno di un cazzo di coso su internet per fargli capire che devono lasciarmi perdere? Che (se) è stato bello, ormai è finito tutto. Io non sono più quello di una volta e nessuno di loro deve più essere lo specchio in cui riflettere i miei pensieri e le mie aspettative.

Bah, ci penso ancora un po' su e poi ci scrivo un post con altri motivi?

Comunque sono piacevolmente sorpreso che siano solo le 5 del pomeriggio: fino a qualche secondo fa credevo di aver cazzeggiato per la rete per molto più tempo!

Ok, non ho più scuse, ho già deluso troppe persone:

torno a studiare.

Music on air: Nek - Contromano

giovedì 21 maggio 2009

Le formiche e la cicala


Se devo rubare immagini

almeno che siano di un Vero Mito TM!

Riprendo, non so quanto bene, un concetto che ho cercato di esprimere nello scorso post. Se non l'ho fatto nel precedente allora ci provo con questo.

MAGGIO

E' arrivata la primavera, ha dato un'occhiata e ha preferito andarsene al nord mentendo all'estate che fosse arrivato il suo turno. In un saluto di mano ha fatto tutto. Si aspetta tanto per indossare quel maglioncino leggero che si è pagato tanto e che per trovarlo è stato un casino e non si fa in tempo ad accorgersene che è già tempo di pantaloncini corti, ciabatte e canottiera d'ordinanza. E' un po' come quando si è piccoli: gli adulti decidono e i bambini eseguono. Ok, d'accordo: ecco arrivata l'estate e tutte le sue conseguenze.

"Evviva è arrivata l'estate!!! Maaa', dove cavolo è la stuoia e la bottiglia d'acqua gelata?"

No, non è più così. Adesso questa stagione è diventata la più bastarda di tutte se sei un pigro o un invidioso. E se sei come me che sei entrambe le cose... alè! Questo è il periodo in cui inizi a fare i conti, a capire cosa hai prodotto in quella che è la Vita ai tempi dell'era post-Industriale. Quando la cicala è viva e vegeta e fa il lavoro della formica tutto l'anno. Serate in spiaggia a ballare, pomiciate selvagge sugli scogli non visti da idioti con la fotografia facile e bagni a tutte le ore: magari, questi sono i giorni in cui ti rendi conto che se non hai fatto abbastanza durante i mesi bui, ti ritrovi a dover preparare esami con il cervello quasi in punto di fusione mentre a qualche chilometro da te ci sono un sacco di ragazzi della tua età in ammollo spaparanzati al sole. guardi il calendario e ti chiedi cosa cacchio hai fatto in tutto questo tempo se tutto quello che hai quagliato è 'sta miseria! Senza avere manco la consolazione del mal comune, mezzo gaudio. Che poi... non ho mai capito perché dovrei essere felice se altre persone sono nella merda come me. Avrei potuto capire se altri erano qui ad annusarla al posto mio, ma così non ne vale la pena. Comunque sia, il meritato riposo da adulti lo si prende raramente, in genere sempre troppo tardi. Prima ti becchi un esaurimento nervoso perché si studia con i lavori in casa e perché ti comunicano che avrai lezione fino al 24 luglio, poi inizi a disperarti zitto-zitto-per-non-disturbare-nessuno quando capisci che la data d'appello di quell'esame a cui non puoi dire di no è il 4 agosto. E in tutto ciò i tuoi ex colleghi bagnini, ora impegnati nel ricostruire la spiaggia, ti salutano chiedendo chi ha acceso la lampadina (tanto sono bianco, per chi non sa che sono un fine umorista). Una grossa lampadina tra l'altro.

Ma di questo ne parlerò la prossima volta nel post dei ciccioni, sempre se non riesco a recuperare i file audio della Nana...



Devo assolutamente recuperare quei file!


Music on air: Armin Van Buuren feat. Ray Wilson - Yet another day

sabato 16 maggio 2009

C'est la vie


Puoi essere armato delle migliori intenzioni di questo mondo, ma a volte devi arrenderti all'evidenza della sfiga. C'è chi ha paura della tempesta elettromagnetica che si scatenerà nel 2012, ma io no. A certe cose ti abitui, ti rassegni. Avrei voluto pubblicare ieri pomeriggio un bel post, ma giusto mercoledì another hard disk is gone. E segue il lettore mp3 appena acquistato. L'IMP ha la residenza da queste parti: non so ancora per bene il numero civico, ma presto lo farò. E adesso mi tocca scrivere queste poche righe dal portatile dei miei. I portatili fanno caldo sulle gambe! E 'sta cavolo di connessione wifi mi costringe a tenerlo lì! Nonostante il venticello fresco della primavera in atto porti un leggerissimo sollievo mi sento comunque i peli cotonati. Strana sensazione, più o meno come quella di vedere il season finale di Lost in posizioni arzigogolate a metà tra letto, scrivania e sedia. E rimanere con la mascella slogata negli ultimi dieci minuti e sentirsi divorare l'anima nel momento in cui comprendi che per sapere come continuerà dovrai aspettare un sacco e che nel frattempo dovrai trovarti altro da fare. Nonostante sia incasinato per le cose che si reputano importanti, ma davvero importanti, il tempo lo si trova sempre. Per questo mi incazzo come... come un inglese e un italiano messi assieme quando V. e altre persone che reputo importanti nella mia vita mi deludono sistematicamente. C'è una scala di valori e convenzioni da rispettare. Uno dei pochi punti fermi veramente nostri nella vita adulta è la scala dei valori che ci si è impegnati a redigere durante la nostra formazione. E' più forte di te perché è te. E per quello che è presente in quella lista ordinata analfabeticamente sei disposto a spenderci il tuo tempo, senza pensarci prima, ma stupidamente solo dopo. Il tempo è vita, la tua, la nostra vita. Dal tempo parte tutto il concetto di importanza nella nostra vita. Per il semplice motivo che il Tempo a disposizione è la parte più preziosa della nostra vita. E' la moneta che paghi per vivere quello che c'è da comprare nel minimarket della nostra esistenza. Non lo si dovrebbe spendere alla leggera...cazzo! E' stressante i primi tempi, ma pian piano ti abitui a riconoscere le priorità e ad amministrare meglio quello che rimane da vivere. La Morte è dietro l'angolo (sgrat sgrat) e i rimpianti di quel 3x2 fanno male, malissimo all'anima, comportandosi come la goccia con la pietra lasciata in una vasca: oltre il danno anche la beffa. Più o meno come la faccenda dell'hard disk andato ai pesci... Puoi prendere tutte le precauzioni che vuoi, ma alla fine quando si fotte un hard disk in cui avevi memorizzato roba importante qualcosa si brucia.


E per ora basta così: ho le gambe in fiamme!



lunedì 11 maggio 2009

Miglior tatuaggio del 2009


Giusto per scrivere un aggiornamento...

Venerdì il prossimo post, ovviamente più lungo e più sentito, di quelli che nascono dal CORE. Ed escono dal C...

domenica 3 maggio 2009

Potenza della mente umana. O deficenza della mia...


Saluto i miei conoscenti e poi gli amici, tutti intenti ad assaggiare un dessert alla cioccolata squagliata e li lascio a recitare falsi complimenti alle mura di questa casa di mattoni a forma di lumini. Una manciata di parenti si premura di regalarmi una scatola gialla con una grossa coccarda rossa a pois neri, la scarto speranzoso mentre entro in auto e ho un incidente con la macchina ancora ferma, il telefonno squilla e rassicuro V. dicendole che la polvere rossa dell'airbag è fredda. Pubblicata questa notizia altresì scientifica decido di prendere la bici e fregarmene dei soldi che darò al carrozziere. Sperando che quel casino venga ripulito da altri, novello Fantozzi, inforco il sellino. Abbandono la Fiesta semi distrutta e pedalo, pedalo, pedalo fortissimo fino a quando non mi volto e non capisco perché sto pedalando così all'impazzata: sette-doberman-sette mi inseguono e non uno si trattiene dal rendere scivolosa la strada. Presto rotoleranno su di me e si impiastricceranno. Prevedo questo con un anticipo di qualche movimento, spunta un cronometro a led rossi in alto alla mia destra e il sogno... rallenta, così da darmi il tempo per spostarmi e vedere spuntare dalla gelatina informe di quei corpi di cuoio bicolore le teste che latrano, mentre il gorgoglio di un buco di scarico vortica ineluttabile verso le fogne, più ricche da oggi di una nuova creatura a più teste. Non serve più scappare: i pezzi della bici incastrano quel che rimane del blob ad una capannina dove c'è una bambina con le treccine bionde che sbircia sul suo foglietto degli orari, guarda in alto i numeri degli autobus che passano di lì e avvicinandosi prevedo la sua domanda: 'Aspetto un altro po' o mi conviene raggiungere la Metro?' Non credo di poter muovere nessun muscolo, così mi convinco del fatto che sappia leggere la mia mente: scompare anche lei in quel buco e al suo posto sale un miasma puzzolente che mi fa tossire come quando volevo vincere i provini per lo spot del Broncomucil - Tosse Grassa. La smetto e le mie orecchie si riempono del ciuf ciuf del trenino ad uso metro cittadina che si allontana lasciando al suo posto una nebbiolina da cui riesco a notare non la forma di figure vere e e proprie, ma di promesse di figure... figure emergenti dal brodo fognario, a me familiari che si scuotono dell'umidità notturna e vengono avvolte nel velo di un sole mattutino così indolente da non impersonare più il padre di Pollon come una volta.

Mi giro con la testa ancora appesantita da tutti questi simboli e torno a dormire:
in tutto questo marasma quel regalo non l'ho più aperto.

sabato 2 maggio 2009

Innamorarsi a Cellamare



Per alcuni baresi Cellamare è un buco di paesotto scittato adagiato al lato della statale che porta a Casamassima e ai suoi centri commerciali. Di solito il barese medio scorge le casine con la coda dell'occhio per qualche istante, dopo una ventina di minuti che un parente o conoscente scimmiotta scherzosamente per la centesima volta "ASCINN CHE A MA' SCI' A OSCIANN" (appropinquati ad unirti a me nel visitare il Centro Commerciale di Auchan), divertendosi simpaticamente come la prima volta.

Cellamare: minuto e ridente borgo nei dintorni della ancora più ridente Bari (solo in certe occasioni).

Cellamare: riconoscibile grazie al suo campanile e al suo odore caratteristico di letame concimato fresco misto sansa.

Cellamare: terra natia di un mio vecchio compagno di scuola superiore al Nautico. Vecchio in tutti i sensi: non volevano dargli il diploma prima che lui avesse frequentato ogni anno almeno due volte. Dieci anni, un diploma di Perito Nautico: non male. E al quarto anno fu trattenuto per l'intera lezione di Eletrotecnica su un'espressione matematica degna di nota: 3x2. Rispost finale: 5.

Cellamare: dove la gente non è tutta come quel mio compagno. Anche se egli confermerebbe l'ipotesi di una componente genetica e ambientale della stupidità.

Cellamare: dove vive e si ama la coppia più felice che abbia mai visto. E ho avuto la conferma che la Felicità quasi mai va a braccetto con l'Istruzione o un QI perlomeno sopra la soglia della demenza, ma più spesso con languide occhiate lasciate libere sopra alla strada, interessi turistici in comune e baci anche maliziosi.

Cellamare: dove l'amore non è solo sesso, ma si riassume nella frase ADDO' VE' JEDD, VOGGH JI' (dove lei vorrà andare, andrò anch'io)!



Cellamare: dove innamorarsi è facile come prenotare una crociera che faccia scalo a Milano e in Svizzera.

Music on air: Massimo Ranieri - Rose rosse per te

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