Dopo l'esperienza dell'anno scorso ho imparato che non è necessario organizzare cose in grande e circondarsi di persone per il solo motivo del "ci si diverte così"! Pensare alla cornice e non al dipinto è qualcosa che deve appartenere al Me Del Passato e passi ogni tanto l'eccezione, ma la Regola è quella e tale deve rimanere! ;) E non sto parlando di accontentarsi: sto parlando di accorgersi di essere già felici con quello che si ha e non sprecare altro tempo. Comprarsi una Ferrari per usarla solo due volte l'anno è sempre da idioti.
Ok, la smetto con gli sproloqui ed eccoti i motivi di esistere di questo post.
Adori Art Attack? Se l'alcool non basta a farti desistere o comunque non hai ancora iniziato ecco a te qualche idea. E se hai una cuginetta di sette anni hai anche la scusa che lo fai per lei!
“Il cambiamento è pur sempre una piccola morte. Uccidi una parte di te stesso per farne risaltare un’altra. Questo se cambi davvero, altrimenti quella parte cattiva viene solo addormentata. E tornerà a rompere iniziando a chiederti cosa c’è per colazione! Ma tu devi uccidere quella parte che ti fa stare male, altrimenti tra qualche tempo sarai di nuovo punto e a capo. Non lo so se sei mai stato innamorato, ma se si quella volta è finita male e ti sei chiuso un po’ a riccio. E’ normale. Purtroppo la perfezione non esiste e quindi non va mai come si era preventivato. Senti... devi riuscire a provare una sofferenza ancora maggiore e solo a causa tua: solo così troverai la forza in te stesso di fare questa cosa. Change or die, dicevano i saggi, no?” “Uh... Beh, farebbe male si... Quella storia mi brucia ancora e ogni tanto ci ripenso... Non lo so...” Lo stavo perdendo. Uff. No, non mi arresi e continuai più energico di prima. Non mi piace sprecare nulla, non solo i miei soldi. “Senti, sii te stesso e credi in te stesso! Ti posso assicurare che non fai così schifo come credi e che tutto sommato c’è gente che merita molto meno di te eppure... ‘sta cosa non ti brucia? Non ti fa star male?” “...si, è chiaro!” Le sue labbra si costrinsero in un sorriso amaro. Dai, ci siamo quasi. “Fagliela pagare. Prenditi quello che non ti sei preso fino ad ora. Perché la pala per scavare questa buca di merda è sempre stata nelle tue mani. Smettila di scavare e dattela in testa quella pala: chissà magari ti svegli!” “A chi devo fargliela pagare?” Alla Vita, risposi. “Fatti male e renditi conto di cosa vuoi dalla vita. E poi fammi sapere. Magari mi offri qualcosa al bar!” “Tu non bevi caffè e nemmeno fumi. Cosa ci andiamo a fare in un bar?” Alla faccia del colpo d’occhio: in due sole occasioni in cui ci siamo visti ha capito i miei strani gusti... “Beh, qualcosa la troverò che mi piace!” “Si, ma nulla di troppo costoso, mentore! Sai com’è...” Bastardo, ha capito anche quanto è grande il mio ego! ;-D
Ed eccoci qui: gli ci è voluto più di un anno di pianti, di esaurimenti nervosi e di cicchetti alcolici a quel tipo, ma alla fine si è svegliato. Almeno un po’, ma dopotutto "kai-zen".
-manifestazioni pacifiche nate dallo scontro fra generazioni - richiesta di una scuola più libera e meno meritocratica e uno Stato meno corrotto - uova marce all'uscita dalla Scala sulle signore imbellettate - manifestazioni di piazza, 18 politico, politica del debito
Dieci anni dopo: - delitto Moro - nascita del Craxismo, la corruzione entra nel ''sistema'' - miniassegni e BR
Venti anni dopo: - Capanna scrive ''formidabili quegli anni" - Berlusconi comincia la sua ascesa al potere, la corruzione è ''sistema'' - Il comunismo reale crolla esattamente 20 anni e 2 mesi dopo.
Trent'anni dopo: - Bush dinasty al potere - 11 settembre - politica dell'attacco preventivo e prima e seconda guerra all'Iraq - Vladimir Putin prende il potere
Quarant'anni dopo: - i sessantottini si sono mangiati i soldi loro, dei loro padri e dei loro figli - Berlusconi condanna gli scontri di piazza sulla Gelmini - i giovani campano o di pensioni altrui o con i contratti CoCoCo - nessuno fa figli non sapendo come camparli
...e lo Stato è diventato un unico caso di corruzione.
Come conclusione del quarantennio, si può dire che il problema scuola si risolverà da se, in quanto o andarci non servirà più a una beneamata ceppa oppure, semplicemente, chiuderanno per assenza di italiani.
Soluzione: Avete vent'anni? ANDATEVENE finché siete in tempo. O sposate il figlio di sor berlusca, o datevi alle truffe e ai furti fra un indulto e l'altro.
Citazione famosa:
"Per natura, il numero dei ladri non può essere superiore al numero delle vittime del furto, salvo contraddire la legge di conservazione dell'energia" Daniele Luttazzi.
E poi dicono che Enkey è un covo di psicomalati coprofagi!
Non che me ne sbatta granché della scena rock italiana anzi, ma Pino Scotto è un grande, anche più di Mosconi! E quando penso che qualcuno è un grande alla fine mi rendo un po' più conto di chi sono e da che parte sto.
Emozioni come la passione e l'entusiasmo aiutano a capire da che parte stai: sei sei bianco o nero, qualche tipo di grigio sei oppure chissà quale altro colore! Che poi sia orribile classificare in maniera booleana la vita e vabbe'! [...] Porco dio, la Vita non può essere solo questo...
“Non ti conosco nemmeno e devo stare qui a dirti i cazzi miei?” Entra un tipo sui cinquanta dalla porta MEN e lui ne approfitta per raggiungere quelli della sua macchina. Tornerà a casa sua e non lo vedrò per un bel pezzo.
Fino a quando per casini vari con i miei (ormai ex) amici non esco di nuovo con quel gruppo di mezzi, anzi completi sfigati. Riescono a farmi sentire importante e ogni tanto aiuta sentirsi tale. C’è anche lui, mi scappa un sorriso! E ci faccio caso: non l’ho mai visto sorridere! A volte si da per scontato qualcosa che non lo è. Vabbè.
“Hey capo, come va con le Tecniche di Seduzione?” A sentire i suoi amici doveva essere un PUA di prima categoria. Era riuscito persino a far scopare quel tipo allampanato che non faceva altro che esprimere la sua omosessualità nei confronti di MasterChief.
“Ma Cyrano non era solo un’opera di fantasia?”, gli chiesi mentre per un istante i miei occhi cadevano sul taschino contenente il famoso taccuino, poco dopo esserci isolati dal resto del gruppo. Credo parlassero di un torneo di Yugi-Oh.
“Finora sei l’unico che conosco che sa del Gioco: ti va di farmi da accompagnatore?”
“Hey, la scorsa volta mi hai mandato a fare in culo! E ora vuoi che usciamo assieme a caccia? Troppo tardi: ho una ragazza ormai.” Non era affatto bravo quanto me nel nascondere la delusione di un no. “E’ questo il tuo problema: hai letto troppo!” E stavolta gli prendo il taccuino e inizio a sfogliarlo. Stavolta non ha nulla in contrario nel farmi leggere... Gusti e abitudini di ragazze?
“Si.” Credevo diaverlo solo pensato.
“E c’è anche qualcosa sulla mia ragazza! Volevi provarci con lei?” Guardo la data: l’ha incontrata la prima volta quasi un anno prima di me.
“Io voglio provarci con tutte. Non mi faccio piacere nessuna in particolare, altrimenti la mazzata fa troppo male!” Lo capivo e cerco un posto dove sedermi: non mi piace iniziare le mie lezioni se non da seduto.
“Hai capito il tuo problema o credi dipenda solo dalla tua timidezza? Riesci a spronare gli altri a migliorarsi, ma per te non ci sei mai, eh?” Mi sembrava di stare parlando a me stesso. Meno male che V. esiste davvero e gli altri lo avevano appena salutato prima di andarsene a giocare qualche gdr online.
Annuì, ma non importava perché ormai andavo a ruota libera.
“Quale tentativo di rimorchio ti ha bloccato? Ricordatelo e andrà meglio!” C’entrato in pieno, a vedere la sua espressione.
“Possibile che quei tre minuti siano stati così importanti?”
Non capivo a cosa si stava riferendo e la mia espressione da Vero Saggio TM si trasformò in un incolpevole “Eh?”
“Inizierà ad andare bene solo quando in alcune persone non cambierà qualcosa nei loro occhi. Non cambierà qualcosa nel modo in cui mi vedono, mi classificano. Per tutte le persone è passato troppo tempo o ne è passato troppo poco da quando mi conoscono. E nonostante tutto quello che ho dimostrato di essere e di fare la Prima Impressione è sempre quella che hanno davanti ai loro occhi. Quando pensano a me, quelle rare volte, pensano alla Prima Impressione non a me! La gente non guarda te, ma l'idea che hanno di te. E questa la fanno di granito nei primi tre minuti da quando ci parli per la prima volta... Sei condannato dopo quei tre minuti ed è sempre più difficile fargli capire che anch’io valgo qualcosa. Che merito qualcosa!”
“E sai come lo rompi il granito?” Si fa così quando uno parla così tanto, prendi appunti!
“Che c’entra?”
“Sii un diamante, compagno! E non mi riferisco al fatto di essere trasparente e durissimo. Cioè... si, ma più che altro devi dare l’impressione di esserlo. Fregatene di tutto e di tutti. Lascia perdere i favori agli amici: finora che cosa ci hai guadagnato? Scommetto che una di queste tipe qui si sono fatte scopare da uno di loro, eh?”
Stavolta non annuì, ma avevo comunque capito che avevo ragione. E ovviamente gli rodeva.
“Ok, non ci pensare. Credo che il tuo problema sia il fatto che ti manchi un sorriso. Ricordi il pensiero felice che serve ai bambini sperduti per poter volare? Tu devi sorridere: alle ragazze piace. Meglio uno che sorride, magari per un vero motivo, piuttosto di uno che sembra fermo alla quarta fase del lutto, no?”
“Non è facile... Più o meno sono cose che m ripeto da anni, ma non sono cambiato granché...”
“Nessuno dirà mai che cambiare è facile! Né tanto meno ti diranno che comprendere una cosa equivalga ad accettarla! Devi arrivare al punto di convincenti intimamente di avere ragione. Ascolta un cretino, l’Oceano è più grande del Pozzo!”
“Eh?”
“Lascia perdere l’acqua.” - mi affrettai a dirgli – “e passa direttamente al fuoco: devi bruciarti!” e ammirai la sua stupenda espressione avida di saperne sempre di più. Avevo un nuovo allievo.
“Non basta più che ti bruci una mano alla volta, magari sempre la stessa: se vuoi cambiare devi bruciarti nel fuoco! Metaforico, s’intende!”
“Hey, ho visto che non staccavi gli occhi da quella brunetta...”
“Eh, si...”, rispose tra il sorpreso e il timido. Si era fatto scoprire.
“Beh, ci hai provato?”
“No... no.”
“Come no? Vai lì, dici Ciao e vedi cosa ti risponde!”
“No, volevo farlo...” si scrollò “Ma ho lasciato perdere poco prima di essere da lei...”
“In effetti c’era quasi un chilometro tra te e lei...perché ti sei fermato?” ora toccava a me scrollarmi. Dopotutto non era malaccio come ragazzo: solo un po’ più cicciotto e taciturno di me. E io non faccio schifo! Ok, oggettivamente si sarebbe dovuto curare di più, ma sarebbe bastato a portarsi a letto qualunque ragazza con un QI nella media delle ragazze di oggi.
“Niente, niente... solo che un mio amico mi ha preceduto di poco e magari lui se la giocherebbe meglio di me: tutto qui!”
Si volta e mentre si aggiusta i pantaloni gli cade il taccuino. Più veloce di lui glielo rubo non appena lo alza da terra e faccio per chiedergli cosa sia. Ovviamente glielo allontano col braccio. Si, in effetti mi sono sentito piuttosto bullo in quel momento. E mi è piaciuto. “No, lascia stare... sono solo stronzate!”
“Non credo... Ho visto che scrivevi qualcosa durante la serata! Hai anche tu un blog e per questo prendi appunti?” e sfoglio il taccuino per avere la soddisfazione di avere ragione.
“No, no...lascia perdere!” E me lo strappa dalle mani. Non me l’aspettavo tanta presenza di spirito da un tipo pacato come lui! “Hey, non ti uccido mica se mi fai leggere qualcosa! Dopotutto anch’io ho un blog... E anch’io ho letto qualcosa di PNL!” Gli faccio un occhiolino. Si, sono anche mostruosamente veloce nel leggere.
“...”
“Hey, non c’è niente di male nell’usare qualche piccolo trucco per conoscere qualche femmina, ogni tanto! Ma non credo tu abbia di questi problemi... Il problema è che non li usi!”
La vita non è un romanzo e se fosse stato un mio racconto questa storia sarebbe finita qui. Sarebbe stata banale e molto probabilmente qualcuno mi avrebbe bestemmiato peggio di Mosconi per aver perso qualche minuto del suo tempo. Molto probabile che andrà a finire comunque così.
La realtà non è come vorrei che fosse.
Non è come dovrebbe essere.
Non è come mi hanno detto che sarebbe stata.
Non è come è stata.
Non è come sarà domani.
La realtà fuori di me è così com’è.
Io non sono chi vorrei essere.
Non sono chi dovrei essere.
Non sono chi la mia mamma voleva che fossi.
Non sono nemmeno chi sono stato.
Io sono chi sono.
Tu non sei chi ho bisogno che tu sia.
Tu non sei chi sei stato.
Tu non sei come andrebbe bene a me.
Tu non sei come voglio.
Tu sei come sei.
Jorge Bucay
Parole che sembrano scontate... E troppo spesso mi dimentico che non lo sono affatto! :( Ricordo anche una puntata di House in cui il Nostro spiegava alla Cuddy il motivo dell'infelicità della Cuddy stessa: "Tu non vedi il mondo com'è, ma per come dovrebbe essere!" E sono cazzi...
Comunque sulla falsariga di questa poesia non dimentico di citare questa preghiera Cherokee:
Oh Grande Spirito, concedimi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza.
Dal 18 al 24 ottobre i miei saranno a Barcellona. Approfitteranno di una super offerta (Volo A/R 20 € comprese T.A.). Ovviamente di quell'offerta avrei dovuto approfittarne io... Beh, un po' perché il mio compleanno è passato da poco e un po' perché dopotutto i quattro mesi dell'estate non me li son goduti!
Questa è una cosa seria. Sarò pure miope, ma da vicino ci vedo ancora bene. E io vedo, guardo e osservo da tanto tempo. Non è più forte di me, ma spesso mi abbandono a questa mia caratteristica. Non so bene da quanto, ma che importa? Importa che mi sono accorto di questa cosa e che ora non riesco a non pensarci e a tutte le volte che è stato rilevante nella mia vita. Come quella volta...
Tempo fa ero ad una cena e oltre a me e alcuni miei (ormai ex) amici c'era questo strano tipo. Forse era la seconda o terza volta che usciva con noi, ma prima di quella sera il massimo che aveva fatto per farsi notare era stato incrociare due forchette tra loro e tentare di metterle in equilibrio su una bottiglia. Credo che abbia iniziato ad interessarmi a lui quando ho visto che nessuno parlava con lui se non perché lui rimaneva lì ad ascoltare. E lui era lì di fronte al suo interlocutore non per caso. Ma sto divagando e quindi rewind.
Dall'inizio della serata è stato l'unico di cui non ho sentito la voce in quella solita bolgia che si crea quando tra amici non ci si vede da ben sei giorni. Come me, osservava anche lui. Come ogni ragazzo aveva guardato prima ogni ragazza, ma visto che non se lo filava nessuna, credo perché troppo distante da qualunque rappresentante del gentil sesso, cambiò ben presto dove posare il suo sguardo. Poi ho capito: guardava le interazioni sociali. Il suo sguardo era attento a non perdere ogni dettaglio. Era come un ricercatore che per la prima volta appunta sul suo taccuino "Le scimmie hanno un loro linguaggio". Ci guardava affascinati, i movimenti dei suoi occhi non mentivano. “Fatti accettare dal gruppo e studialo dall’interno”. Si, le sue labbra non avrebbero mai espresso tanto bene quello sguardo che gli occhi si sforzavano invano di nascondere. Riuscivo a guardarlo indisturbato perché eravamo agli angoli opposti della lunga tavolata, nessuno badava a noi. Neppure una mia amica a cui il tipo sembrava interessato. Ovviamente neppure lei l’aveva notato. Li guardo entrambi e...
E qui realizzo che sto guardando in uno specchio. E a me gli specchi non piacciono, così mi pulisco i pensieri in una noiosa conversazione sul prezzo del caffè nei bar o nelle università. Non bevo caffè, ma li accontento con qualche bugia inventata sul momento. Si, sono un ottimo bugiardo quando voglio. Intanto non perdo di vista il mio nuovo amico. La mia coda dell'occhio non ha mai lavorato così tanto come quella sera. Ero riuscito a vedere che aveva smesso di studiare chi chiacchierava con chi ed era riuscito a smettere di annoiarsi in quell'angolino buio e ora si stava annoiando mentre parlava con qualcuno, un altro mezzo sfigato come lui, per non scrivere completo sfigato. Il mio specchio non parlava, ma dava l'impressione a tutti che stesse partecipando. Si sta solo adeguando, penso. La sua espressione era genuinamente interessata a tutto quello che gli veniva raccontato. Sembrava quasi di sentire le parole di chi l’aveva educato: "Rimani lì bloccato ad ascoltare insulse chiacchiere per dare un paio di orecchie ad una bocca!" E comunque ogni tanto nonriusciva a fare a meno di rubare qualche occhiata alla mia amica mentre lei era di spalle.
Cheppalle, mi interrompono di nuovo. La mia coda però rimaneva attirata da lui. Non che fosse una serata noiosa più delle altre, ma quel tipo era davvero curioso. Era come vedere in atto l’evoluzione sociale dell’Uomo. Lo strano tipo era passato dall’ascoltare uno sfigato al chiacchierare con un gruppetto di sfigati. Non era il massimo della felicità, ma almeno aveva qualcuno sotto di lui nella piramide sociale. Dopo aver scalato il suo primo gradone vedo quello che nascondeva nella tasca del suo jeans: un taccuino. No, dai! - penso - C’e davvero qualcosa che non va in lui. Ma possibile che ‘sto ragazzo a venti e passa anni avesse ancora bisogno di prendere appunti sul comportamento da tenere in pubblico? Troppo patetico per poterci ancora pensare, abbandono il mio specchio ai suoi esperimenti sociali e torno a parlare con la pizza e un paio di coppie della mia parte di tavolo. Fine serata, mi alzo per andare al bagno e caso vuole che le nostre vesciche si siano date appuntamento. Entrambi conosciamo l’aurea Regola di guardare silenziosi davanti a sé durante l’atto, ma quella sera mi andava di creare la classica Eccezione.
Ma perché prendere appunti, poi? Metti che li perdi o...