domenica 30 marzo 2008

ALABARDA SPAZIALE!!!



Per chi se lo fosse perso nel 1978 sulla Rai.
Per chi se lo fosse perso su Youtube.
Per chi se lo fosse perso su Comicsblog: il nuovo trailer del film di 20 minuti di Goldrake è qui nel mio blog e guai a chi me lo tocca! Spettacoloso! ^___^"

E ora pausa. Di nuovo! Perché devo studiare per un esame. Di nuovo! Quindi se ci saranno altri post...beh, sarà difficile altrimenti so cosa potrebbe capitarmi!
E fino a domenica con 'sto post sto a post!

Music on air: Albertelli, Tempera, Tavolazzi - Shooting Star

sabato 29 marzo 2008

Di fronte allo specchio


Se una persona ha il coraggio di sfidare il proprio specchio allora sarà anche capace di sfidare il mondo intero.
Guardarsi attraverso qualcuno è come usare uno specchio. Guardarsi dentro mentre ci si confronta con un bambino che ha solo voglia di saltare da una parte all'altra del cortile oppure osservare il proprio nonnino seduto sulla sedia in attesa di qualcosa di inaspettato. Tutte cose che in un modo o nell'altro ti fanno riflettere e capire un po' di più questo grande cinema azzurro che si permette il lusso di farci interpretare sogni troppo assurdi. Anche per questo continuo a camminare sul filo dell'orizzonte di tutti i miei cieli... verso l'Alaska o chissà dove o quando. Un passo avanti all'altro, con il tacco sinistro che tocca la punta della scarpa destra e viceversa, perché ogni orizzonte è davvero stretto stretto e affacciarsi da un lato o dall'altro è un'istante che dura un'intera meravigliosa vita...

Music on air: Röyksopp - I don't know what I can save you from (remix)

venerdì 28 marzo 2008

Tibet libero!!!

E non solo perché fra qualche anno vorrei visitarlo...

Music on air: Lysa Gerrard - Now we are free

Agghiacciante!



E io che pensavo fosse una canzone a caricatura e invece i forzaitalioti riescono sempre a stupirmi... Ma li mortacci loro, ma una vita non se la possono fare?! Preferiscono sempre sperare di avere
l'elemosina dal nano? E' proprio vero che all'italiano piace stringere la mano a chi vince, eh?

Music on air: Meno male che Silvio c'è

mercoledì 26 marzo 2008

Sorprese & Percorsi


A volte capitano le belle sorprese: i capoccioni di ArcaBlog vogliono recensire persino questo blog!
Devo ammetterlo: ultimamente me ne stanno capitando moltissime! A volte alcuni miei post possono risultare utili, altri molto meno (suggerimenti?). Alcuni, scritti A cuor leggero & Tanto per far lavorare un po' il contatore Shinystat, possono essere quelli che davvero fanno la differenza. E' la magia della vita. O più prosaici errori di valutazione! ;)

Chi lo sa? Forse solo il ciuffolotto, di cui possiamo vedere al lato una diapositiva ==> :-?

Music on air: Lorenzo Cherubini - Fango

domenica 23 marzo 2008

I miei viaggi tra le nuvole


La mano della Nana afferra brutalmente il filo a cui è legata la testa-palloncino di suo cugino ,la richiama ai suoi doveri e tra un rimprovero e l'altro al Brutto, Brutto & Monello si può riuscire a sentire frasi semi-sconnesse come "Parole! Parole sono le tue! Chi vigilerà se le farai seguire dai Fatti?" in aulico idioma che non le confà, ma tant'è che è solo un Sogno! E, in una mano l'oggetto della vendita e nell'altra il martelletto, esordisce così all'unica invitata a quest'asta:

"Siori e siori, questa è proprio una proposta di contratto di lavoro precario, sottopagato, ma con una buona prospettiva di carriera! Qualcuna fa la prima offerta?"

Music on air: Lorenzo Cherubini - A te

sabato 22 marzo 2008

Il loro fascino perverso


La differenza sostanziale tra noi e i jappi è che loro i soldi possono sprecarli senza alcuna remora sul debito pubblico. Perché comunque lo facciano è un mistero, almeno per me! La genetica, la cultura... No, penso sia più dovuto al fatto che i giapponesi siano di indole masochistica e, da dietista, imputo la colpa all'alimentazione ricca di soia e povera di sanissime bistecche di carne rossa (Pasquetta Mon Amour)! Per fortuna non studio psichiatria altrimenti una scarica di super robottoni alti 50 metri non me l'avrebbe risparmiata nessuno!

Music on air: Styx - Mr. Roboto

My Joy



"Da qui alla Fine del Mondo abbiamo un'intera Vita da vivere!"

Music on air: Frankie Hi Nrg Mc - Rivoluzione

venerdì 21 marzo 2008

La seconda stagione


Quest'anno la Primavera non poteva iniziare meglio! E prometto che finirà ancora più meglio! ;)
E mi è pure passato il mal di testa! Peccato che la sfiga esista ancora nel mondo!

Music on air: Jovanotti - Safari

giovedì 20 marzo 2008

Le mie guerre in amicizia


E quindi niente, è il solito periodo in cui hai parecchie cose che ti frullano nella testa e che ne bloccano altre. Il sistema delle Priorità si scombussola a tal punto che i bisogni fisiologici scendono di classifica manco fossero quotazioni dell'Alitalia. E' un po' come il blocco dell'artista. E' un periodo in cui davvero ce ne sarebbero di cose da scrivere, ma non hai la verve, lo stimolo, la forma mentis per riportarle sul tuo blog. E la cosa mi fa pensare. Beh, non ci vuole una mente superiore per capire che quello in cui mi sono infognato è un circolo vizioso di quelli abbastanza tosti. Mah, prima o poi le feste passeranno e così pure il santo e la baracca che gli stiamo preparando attorno. Certo, qualche miracolo sto santo l'ha pure fatto (vedi il PS più in basso), ma è anche vero che essendo ateo lui non dovrebbe esserne in grado.
E quindi via, ZAC, taglio netto dopo quello splendido lunedì (di pioggia) che ci aspetta come un Abisso in cui vieni attirato per essere dannato per l'eternità. Due settimane di preziosissima vita per un solo giorno. E molti altri giorni verranno dopo a ricordare a chi non ha abbastanza soldi di quel giorno disgraziato. Ci sarà una battaglia per non cadere dentro quell'Abisso di Solitudine e gli eserciti sono pronti ad ammazzarsi l'un l'altro per non farlo a colpi di sorrisi e monetine da un euro. La mia parte è armata di fiori e buone intenzioni OGM, cioè modificate in maniera tale da trasformarsi in armi che taglierebbero cordoni ombelicali in mezzo istante senza nessuna remora.
La verità è che i nostri eroi sono già tutti morti, ormai restano solo fumo e cenere da respirare. Almeno abbiamo la scusa per vedere i nostri occhi lacrimare...
L'altra fazione ha già il suo generale, novello Bava Beccaris, solo un po' più brillante. Sarà una strage come quella volta? Chi voglio fregare: ormai la Storia non la studia più nessuno e tocca a chi se la ricorda o a chi se la scrive da qualche parte come un blog fare il profeta di sventura...

PS: A Morris piace Sandman così tanto che dopo quasi sette anni ritornerà a collezionare un fumetto! E sto godendo come un porco da almeno mezz'ora perché, ancora una volta HO AVUTO RAGIONE e il mio amico si sta godendo un capolavoro!!! X-D

Music on air: One Republic - Stop and stare

mercoledì 19 marzo 2008

Rothe Cund


Invisibile, in quella strana terra stracolma di faerzress, non osava muovere un muscolo. Stava già preparandosi ad un nuovo piano. In superficie i pericoli erano molti e capire come mai ci fossero tutti quei sussur e luurden era già una distrazione di troppo. Vide l’accampamento di elfi chiari e contò fino ad arrivare a una proporzione di dieci contro uno. Il suo gruppo sarebbe stato trucidato in pochi minuti se fosse uscito dalla caverna. Un sorriso modificò la forma delle sue labbra. Ripensò alla confidenza che le aveva fatto la sorella. Ripensò al silenzio della sua dea. Controllò che il suo fermaglio del camuffamento funzionasse ancora e iniziò il completamento della sua missione. Trattenne il potere del suo anello e richiamò l’attenzione del suo gruppo, dando il via libera con il sistema di linguaggio muto della sua razza.
Ammirò il sublime spettacolo della morte di sua sorella e con estasi orgasmica assaggiò il suo sangue giunto sul suo volto da uno schizzo della sua giugulare. Decise che avrebbe potuto prendere le sembianze di quell’elfo per ricompensarlo dell’ottimo servizio. Come previsto pochi minuti dopo si ritrovò unico drow vivo in un esercito di elfi chiari forse più bestiali di alcuni suoi schiavi.
Adesso l’esercito di elfi si ritirava nel fitto della foresta e i pochi feriti che erano rimasti vivi, opera dei più inetti delle sue fila, venivano trasportati a spalla dai più forti tra gli eldreth veluuthra. Elfo chiaro tra gli elfi chiari, vittoriosi sul suo gruppo composto tra gli altri da sua sorella, ammirava il massacro che aveva visto protagonista i suoi ex compagni di squadra. Era vero ciò che gli raccontavano gli schiavi, quelle rare volte che non lo supplicavano di lasciarli vivi: l’odio tra le due razze di elfi era palpabile in ogni singolo fendente, in ogni singola ferita inferta al corpo di qualunque rappresentante della razza avversaria. Vriza stessa era stata utilizzata come esempio e sospesa all’uscita dalle profondità priva dei suoi arti e con ancora quell’espressione di terrore sul volto. Alcuni tra gli eldreth veluuthra orinarono sul corpo della sorella prima di issarla con gli uncini di acciaio su per il soffitto della caverna, bestemmiando di non avere più tempo a loro disposizione per affinare le loro tecniche di tortura su di essa.
Il suo affinato istinto di autoconservazione gli suggerì di attendere tra quei rami e cercare di svanire dai ricordi di quegli elfi chiari. Adesso Fjord non aveva più intralci.
E adesso? – pensò il principe Fjord. Avrebbe potuto fregiarsi ancora di questo titolo dopo la morte di sua sorella, futura matrona del suo casato? Sarebbe potuto ritornare dalla matrona da solo? Adesso era solo ed era a caccia. Adesso era libero.

Il drider sembrava trascinarlo da giorni, senza sosta, senza riposo alcuno, sostenuto dai sentimenti di vendetta e dall’odio verso tutta la razza a cui apparteneva anni prima. Fjord era un assassino e aveva imparato la migliore delle armi della sua professione: la pazienza. Avvolto negli innumerevoli fili di seta cercava di respirare attraverso lo spiraglio che era riuscito ad aprirsi coi denti. Giunto il momento sarebbe bastato ridursi in poltiglia e scorrervi attraverso per lasciare il drider alla fine che gli illithid riservavano agli inadempienti... Se tutto fosse andato bene avrebbe ottenuto quelle lenti di onice oscura con cui esplorare meglio la superficie. E parecchi altri tesori.
Contemplò il modo di comunicare di quelle aberranti creature con i tentacoli con l’unico occhio che riusciva ad utilizzare per spiare fuori dalla tela di ragno in cui era avvolto. Rimase senza fiato e senza accorgersene tossì per non rischiare di soffocare. Il drider era immobile e anche se di schiena poteva avvertire il suo stordimento. Il mind flayer con i tentacoli lunghi estrasse la spada e con un movimento veloce e preciso fece cadere il corpo del drider privo del suo cervello. L’occhio di Fjord saltò dal cranio vuoto del drider alla spada dell’illithid. Iniziò a sudare freddo e decide di dileguarsi sottoforma di poltiglia invisibile. Sgusciò dallo strappo della tela e si avviò verso il fosso che aveva visto pochi metri prima. Sentì abbattersi un incantesimo sul suo corpo e si bloccò. Alcuni istanti dopo tornò alla sua forma umanoide senza averlo prima deciso.
Il tuo corpo è di grande interesse per la ceremorfosi. Avrai l’onore di dare la vita ad uno dei miei girini... – ascoltò nella sua mente.

martedì 18 marzo 2008

Breve aggiornamento



Devo dare una brutta notizia: non sono morto. Sono semplicemente molto incasinato. Nonostante tutto riesco ancora a trovare tempo per trovare video come quelli che ho postati qui sopra! ;)

Music on air: Ligabue - Niente paura

sabato 15 marzo 2008

Le mie delusioni cinematografiche

Come molti di quelli che credono di conoscermi sanno, ultimamente la mia passione cinefila (nessuna battuta con i cani, plz) ha dovuto un po' soccombere di fronte all'ordinaria mancanza di monete sufficienti a non farmi arrestare per "Visione Indebita di Film al Cinema". Dopo la delusione di Io sono Leggenda (ovvia) e de L'allenatore nel Pallone 2 (altrettanto) ho rivisto un po' la lista dei film da vedere assolutamente al cinema. Beh, sono rimasti in due: Watchmen e Wall-E. Se del primo ho parlato abbastanza, del secondo forse solo in un post in cui citavo questo teaser. Beh, regalatevi la visione di questo secondo trailer in HD. Se si mette in conto che questo film sarà per la prima mezz'ora privo di dialoghi deve avere come contrappeso una sceneggiatura ottima e incalzante(cit. da Wikipedia). Insomma sento puzza di capolavoro! O perlomeno di 4.50 spesi bene! ;)

PS: Per la ragazza che ha appena perso una scommessa con me e che non crede che i film girati in CG possono essere dei capolavori come quelli disegnati a mano: dopo la sorpresa di Alla ricerca di Nemo (ha toccato il motoschifo, ha toccato il motoschifo!) scommettiamo che ti piacerà anche questo film?

Music on air: Will I Am - One more chance

Ci sono certi giorni...

Ci sono giorni in cui indosso il pigiama per tutto il tempo in cui rimango a casa a perdere tempo. Ci sono questi giorni nella mia vita che trascorro come uno zombie davanti al pc o alla tv oppure a tavola a ingurgitare cibo e a ipernutrirmi. Ci sono giorni in cui la batteria del cellulare viene quasi scaricata tante sono le volte in cui controllo se qualche anima pia mi ha pensato in quale modo e ti giustifichi con la scusa di dover controllare l'ora. Ci sono questi giorni in cui guardi l'orologio del telefonino talmente tanto spesso che credi che si sia scassato. Ci sono certi giorni in cui passo il tempo ad ingrassare immerso in una nube di cattivi pensieri. Ci sono questi giorni in cui se trovassi la forza di scrivere un post avrebbe lo stesso significato di questa cover di Sting.
Ci sono altri giorni invece...

Ci sono giorni in cui vado a dormire già vestito di tutto punto per potermi godere le tre ore di sonno che posso concedermi. Ci sono certi giorni della mia vita che trascorro vedendo scappar via il paesaggio dai vetri della mia macchina e non posso fare nulla. Ci sono questi giorni in cui sono costretto a mangiar schifezze perché tornare a casa per pranzare o cenare sarebbe un desiderio degno di essere esaudito dal Genio della Lampada. Ci sono questi giorni che vedono la batteria del telefonino morirti durante una delle troppe telefonate importanti. Ci sono questi giorni in cui se ti sei ricordato di prendere l'orologio non fai davvero in tempo ad usarlo. Ci sono certi giorni in cui non ho il tempo di pensare se sto facendo la cosa giusta. Ci sono questi giorni in cui se trovassi la forza di scrivere un post avrebbe lo stesso significato di questa canzone.

E' proprio vero che la Felicità sta nel mezzo: oggi voglio stare lì. Oggi voglio stare tra i Normali.

Music on air: Ligabue - Certe notti

venerdì 14 marzo 2008

Rothe Naug


È così crudelmente impensabile percepire Dio con i propri sensi? Perché deve nascondersi in una nebbia di mezze promesse e di miracoli che nessuno ha visto? – pensò Daurun alla vista dell’esercito che si formava sotto i colpi delle sue asce. Più ne abbatteva e più ne uscivano da quell’anfratto verso le profondità della Grande Crepa. Le braccia temprate dagli di anni di lavoro nella Forgia erano diventate ormai insensibili e il sudore e il sangue imperlavano le lunghe trecce della sua barba. Il corpo del figlio primogenito era riverso in una pozza di intestini e sangue, mentre quelli dei gemelli rallentava debolmente la marcia dei drow. Un miracolo, un suo segno... Dove sono gli dei della Terra e della Forgia quando la loro progenie è in pericolo? Quanti ne aveva ucciso? Non erano neppure la metà di quelli che stavano per arrivare. Un colpo secco e tranciò di netto la testa del derro che voleva cibarsi del suo primo figlio. Lo guardò per un lungo istante e gli promise qualcosa. Corse verso la crepa protetta dai gemelli e conficcò le asce ai lati dell’apertura. Posò i corpi dei gemelli accanto a quello del fratello maggiore e con un incantesimo li benedisse. Versata una lacrima per loro e per se stesso guardò verso l’Abisso ed esso guardò in lui attraverso i sorrisi degli elfi neri. Estrasse le sue armi magiche dalle fenditure che aveva appena creato. Strinse i denti e urlò il suo grido di battaglia prima di gettarsi verso le armi sguainate dei suoi futuri padroni.

Il drow più vicino fu abbastanza veloce da scansarlo e lo sputo arrivò a sporcare la costosa veste del drow dietro di lui. Al drow bastò un istante per guardare la macchia e provare ad avventarsi sul corpo disteso del nano, prima di essere interrotto dalla voce ferma e decisa del drow più anziano.
“Lascia stare, Daeristyrr... Peggio, peggio per lui...”
“Come?! E’ me che ha sputato, non te! Io gli strappo la lingua un pezzetto alla volta e sarà l’unica cosa che mangerà fino a quando non ce ne sarà più!”
“La Pazienza... è questo che contraddistingue un buon torturatore... Avrai tutto il tempo di fargli tutti i giochetti che vuoi dopo che avrò terminato i miei esperimenti, Daeristyrr...”
“Non c’è alcun bisogno di strappare la lingua al nostro ospite... E’ silenzioso come un qualunque rothé che verrà sacrificato per la morte di un terzogenito... Il nostro incarico è quello di prepararlo. Gli illithid scopriranno molto dopo di noi i segreti del suo clan!” – disse Kalrys ridacchiando.
“Sono io il torturatore qui! Tu sei solo un mago!” – replicò crudelmente Daeristyrr in comune.
Solo un mago?, pensò il nano. Daurun respirò a lungo e chiuse tutti i suoi sensi al mondo, ma i rumori delle forbici prelevate dal fuoco della fornace riuscirono comunque a toccare i lembi della sua coscienza.
No, sei tu che ha un futuro, Thernyn! Hai in grembo nostro figlio e non permetterò che quest’orda ti catturi! Dovesse costarmi la vita!
“Sembra che il nano avesse una famiglia. Approfondire. Verificarne la presenza tra il bestiame.” – dettò mentalmente Oebilag il Meticoloso.
Non voglio altre morti nel mio clan! Il nostro nome deve sopravvivere fino alla chiusura della Grande Crepa! - E pensato questo il nano schiumò dalla bocca.
“Maestro Oebilag, è il caso di modificare le dosi di ilos nel suo sangue? Le sue parole testimoniano un’errata convinzione...” – chiese timoroso il giovane assistente. Schareerili era poco più di un uovo agli occhi del maestro, ma a quelli del nano era tale e quale a chiunque altro della sua razza. La stessa colorazione delle carni attorno al suo scheletro era percepita attraverso la nuova visione del chierico di Moradin in maniera molto nitida, nonostante il suo evidente stato di delirio. Ripensò per un istante alle parole che pronunciò prima di essere lasciato dal suo clan in balia dell’assalto dei drow e dei grimlock e quindi ritornò nella spirale di delirio in cui la sua mente tentava di non annegare da un tempo per lui smisurato.
“Penetra la sua mente, Schareerili. Rendilo nostro schiavo fino al termine della sua patetica vita. Tortura i suoi ricordi e...” Oebilag si interruppe e pose la sua attenzione nell’ascoltare i pensieri superficiali del nano.
Perché non posso uccidere Dio da me stesso? Perché continua a vivere in me in questo modo doloroso e umiliante, anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? Perché continua ad essere una realtà illusoria da cui non riesco a liberarmi?
Oebilag il Meticoloso sorrise o così sarebbe stato se il suo volto e la sua mente ne fossero stati capaci. Agitò uno dei suoi tre tentacoli superstiti fino a raggiungere il cranio glabro del nano e assaporò la sua febbricitante fronte, percorrendo le estremità del tatuaggio che rappresentavano il suo simbolo sacro.
“Il tuo dio è sempre con te. Anche domani lo sarà. Domani ci nutriremo del tuo cervello nell’Arena della Cibazione, chierico del Dio della Forgia. Attraverso te Ilsensine gusterà anche il suo.” Un tentacolo viscido penetrò troppo all’interno dell’orecchio del nano. Daurun si interruppe per un istante e poi continuò il suo rito. Confessò il peccato di poter perdere la fede nel Padre dei Nani e quello di non aver creduto nei suoi doni. “Cefalometro...” Un attimo dopo era già tra la sua mano destra e il suo innesto che aveva sostituito il braccio sinistro. Schareerili prometteva di diventare un ottimo allievo.

Cerchi concentrici pulsavano freneticamente e mutavano in spirali che terminavano nell’Abisso di una mente troppo disturbata per poter essere ancora paragonata a qualcosa di più intelligente di una lucertola. Le parole divennero pensieri e i pensieri assunsero la forma degli spiriti ricordati solo dal suo clan. Essi ulularono alla sventura del loro discendente e ardevano dal desiderio inesaudibile di rispondere alla domanda che egli poneva continuamente. Spirali nere comparvero e turbinarono nel sangue che bagnava il corpo dei suoi figli, come onde di un lago destinato a seccarsi. Il lugubre rumore della risacca non si interruppe neppure quando la figura ingobbita dalle torture aprì la porta della sua cella.

Il corpo nudo del nano era disteso e la sua testa era sistemata in modo da vedere il mondo al rovescio, così da aumentare il suo disorientamento alla vista dei suoi aguzzini. La figura sembrava diversa da quella dei soliti illithid, anche se il suo cranio aveva una forma simile. Nonostante tutto un brivido di speranza percorse il corpo del nano.
E’ lui che mi condurrà nell’arena per nutrire quegli esseri? - percepì il doppelganger con il suo potere.
“No, io sono qualcuno che...” – l’affare che il nano aveva nella bocca sembrava piuttosto difficile da estrarre - “...vuole andarsene di qui e che... “ - il nano si senti soffocare, ma finalmente quel lungo tubo uscì dalla sua gola - ”ha bisogno del tuo aiuto, nano!”

martedì 11 marzo 2008

Incrocio le dita


...per chi stasera dovrà dare davvero tutto!
...per me stamattina al Tirocinio!
...per me oggi pomeriggio in piscina!
...per Morris che stanotte giocherà con me alla carambola e non sa che ieri ho visto il film La Stangata!
...per chi ha comprato un cd originale dopo anni e anni e frequenta gente che non lo farebbe mai e poi mai!

Music on air: Duffy - Mercy

I miei capolavori


Se fossi abbastanza veloce da scrivere tutto quello che mi passa per la testa molto probabilmente sarei in lista per la pubblicazione del mio diciottesimo libro. In realtà è molto più probabile che la Biblioteca del Sogno ha dovuto ampliare diverse sezioni da quell'ormai lontano mezzogiorno di metà ottobre di non molti anni fa. Forse dovrei smetterla di scrivere i miei Pensieri sulle rive del Mare dei Miei Ricordi 'ché lo so che lì dentro non suo nuotarci! Magari dovrei invece pensare di comprarmi una più tangibile agendina tascabile...

Music on air: Linkin Park - Leave out all the rest

lunedì 10 marzo 2008

Un genio


La decisione è presa.
Lieve ed irrevocabile
come il soffio delicato su una piccola tessera di domino,
che si inclina inesorabilmente.
Spingendone una uguale
davanti a sé,
e questa un'altra,
e ancora,
e ancora...

Ancora adesso mi chiedo:
cosa ha generato quel lieve soffio?
Perché Lui fra tutti gli altri?
E' così grave il peccato
per essere stato scelto?

"Egli ha sicuramente fatto qualcosa per meritarselo!
Si, si, fratelli, Lui piange ora, ma doveva pensarci prima!"

E' questo il punto:
il peccato non si commette.
Al peccato ci si abbandona...

E non è il castigo a raggiungerci come vendetta.
Il castigo è la fine della caduta.

Il castigo è la fine del peccato che ci sta consumando.

Il castigo ci redime.


Ce ne fossero di più di geni come Maccox...


Music on air: Gerry Rafferty - Baker Street

Viva la Regina Beatrice


Quasi risolto il problema del prossimo Capodanno: mi mancano giusto 12 secondi per far si che lo risolva completamente. E più i giorni passano e più non vedo l'ora di staccare la spina e partire! Certo sarà un po' problematico sfruttare la bella notizia nel prossimo periodo invernale, ma un sistema lo troverò: c'è tempo ancora... no? ;)

Music on air: Belezamusica ft Dj Meme - Inside out

domenica 9 marzo 2008

Rothe Jalkhel



Anche oggi sono qui, nudo dinanzi a questo specchio. Io fisso prima la cornice in legno finemente decorata: non importa quante volte la ammiri, è sempre stupenda. Io scosto appena lo sguardo, nessuna sorpresa. È un rito che pratico da ormai tanto tempo, ma io non riesco a farne a meno. Puntualmente io mi ritrovo a tu per tu con l’unico mobilio presente nella mia stanza. Non mi parla al contrario di tutti gli oggetti che le altre spie riescono a raccogliere della vittima che io impersonerò. Io guardo lo Specchio e lo Specchio guarda me. Se io pensassi al vuoto riuscirei a scorgere il mio corpo. Il buio riflesso illumina la mia stanza vuota. Il ricordo di quella donna dai lunghi capelli di fuoco si affaccia come un lampo. Io sono stato anche lei per arrivare dal macellaio. I suoi lunghi capelli mi sfiorano le spalle scoperte con un leggero solletico. È una sensazione reale, ma pochi della mia razza se ne rendono conto. Per chi vive da sempre le vite vissute dai morti queste sensazioni sono tutto quello che ha. Per chi non ha una realtà, ma sopravvive ingoiando quelle altrui, tutto appare sempre nuovo e interessante. Io ho visto il macellaio col grembiule imbrattato di sangue. Io lo tocco, io mi imbratto le punta delle dita con il sangue rappreso di maiale e carezzo le mie narici. L’odore non è dissimile da quello di noi creature umanoidi. E nemmeno il sapore. La mia lingua mi passa molte più informazioni di quante anni di infiltrazione potranno mai darmi. Io sono il macellaio di fiducia del mercante di stoffe. Io cambio l’immagine nello specchio. Io ne vedo centinaia, ma nessuna è la mia. Io vedo riflessa nella mia mente il ricordo di quell’elfo. Gli elfi chiamano la nostra razza con una parola che se tradotta significherebbe Nessuna Vita Nel Corpo. Sbagliano, perché io ho vissuto molte più vite di quante loro vivranno in mille anni di esistenza...

Gli arti del doppelganger assecondavano ritmicamente le correnti d’aria della caduta. Da quanto tempo stava cadendo non avrebbe saputo dirlo, ma sentiva ancora quelle mani strette sulle sue caviglie e sui suoi polsi. Ingannare degli zhentarim era una missione che pochi oltre lui sarebbero stati capaci anche solo di intraprendere. Ma ingannare degli zhentarim adepti del potente Principe delle Menzogne era stato troppo anche per lui. E adesso sentiva il suo viso modellato non dalla sua mente, ma dal vento di quel profondo baratro. Non era possibile che i suoni delle loro risate potessero ancora toccare le sue orecchie eppure poteva sentirle. Nonostante tutto la sua mente era tranquilla. Non aveva paura di morire. Quel giorno era stato un mago e aveva già attivato l’incantesimo che lo avrebbe salvato. Si augurava solo che l’incantesimo non terminasse prima della sua caduta. Non credeva possibile che un abisso del genere potesse esistere sotto le terre della Sembia. In realtà non credeva possibile che un abisso del genere potesse esistere in tutto il multiverso.

"Forse mi avrebbero fatto un favore uccidendomi..."
Un mese? Sei mesi? Un anno dopo? Quanto tempo trascorse seguendo quei cunicoli?

Quando si rese conto che quegli schiocchi erano prodotti dai loro tentacoli desiderò solo di aver avuto il coraggio di farlo le sette volte che ci aveva provato. Non è stato difficile per manipolatori della mente quali i mindflayer scoprire il suo travestimento e catturarlo. Per la terza volta il malvagio destino non gli concesse la libertà. Quei mostri facevano parte di una città molto chiusa all'esterno e preferirono sottoporlo ad irripetibili esperimenti piuttosto che leccarsi l'orifizio orale con i loro tentacoli per ripulirsi dalla sua nevroglia.

Un anno? Due anni? Quattro anni dopo? Quanto tempo trascorse con gli occhi in quei tentacoli bianchi e neri?

Impossibile percepire il trascorrere del tempo: era sempre lo stesso lunghissimo minuto a ripetersi infinite volte. E lo gettarono di nuovo nell’abisso e riprovò di nuovo quella sensazione di cadere con tutto il corpo. Ma questa volta il suo corpo era fermo e la sua mente era costretta a non lasciarlo solo. E sognò, sognò... Sognò di come poteva diventare qualunque persona avrebbe mai potuto incontrare. Sognò di averlo già fatto. Sognò persino di ritornare in superficie a crogiolarsi al caldo sole del Vast. Ad un certo punto smise di farlo e smise di sognare, fino a quando gli illithid mandarono rumori di crani fracassati e urla di dolore a svegliarlo dal torpore. Urla che non erano le sue. Il rumore di un’esplosione magica gli impose di svegliarsi. Sforzò il potere di leggere la mente all'estremo e superò per la prima volta dopo anni il confine della sua prigione. Gli esperimenti avevano ottenuto qualcosa, ma nulla di piacevole. Cercava i suoi torturatori. Qualunque cosa. Forse non era più solo. Strinse i denti nello sforzo di concentrare la propria mente per oltrepassare quella porta. Le sue gengive sanguinarono e vomitò sangue un istante dopo aver percepito chi si stava avvicinando. E poi il fracasso di una porta che veniva distrutta. I frammenti di pietra e selce della porta si sparsero per tutto il minuscolo anfratto in cui lo avevano segregato a marcire. Non poteva essere più veloce della clava del grimlock. Un sussurro di lucidità mentale rubò spazio alla sua pazzia. Si rannicchiò in attesa che la clava lo uccidesse con un sol colpo. Attese. Forse il suo odore dopo tanti anni era diventato quello delle pietre distanti appena un braccio dal suo corpo? No, il grimlock non si era fermato per annusare l’interno della cella. Era immobile, con il braccio congelato a un palmo dal muso del doppelganger. Esci di lì, credeva di aver sentito. Nel dubbio si tolse dalla portata del grimlock e sgusciò sotto le sue gambe sino ad arrivare carponi dal suo salvatore. Alzò gli occhi e vide un umano. L’esperienza gli suggerì fosse un mago. Solo i maghi possono essere così spavaldi da sfidare la prigionia degli illithid. A vedere il suo stato sembrava fosse un sopravvissuto, come lui.
Chi... o cosa sei?” - gli chiese bruscamente il mago, stizzito di non aver ancora trovato il mezzodrago.
Io sono tutto quello che vuoi!” - gli rispose con la voce roca e con un sorriso inconsapevole del suo futuro....

venerdì 7 marzo 2008

Quis custodiet ipsos custodes?


A 365 giorni dalla prima negli USA del film ispirato al capolavoro Watchmen, il regista Zack Snyder ha deciso di fare un regalo ai fan del fumetto creato da Alan Moore e Dave Gibbons, pubblicando sul blog di produzione le prime foto dei protagonisti di Watchmen o almeno di cinque di essi.

I personaggi sembrano essere abbastanza fedeli all’immagine del fumetto, solo magari un po’ più “patinati”. Doc Manhattan immagino verrà creato completamente in CGI e motion capture e questo mi sembra abbastanza normale, dato che dovrebbe rappresentare la perfezione. Staremo a vedere anche le macchie mobili di Rorschach e come avranno reso Anacleto, che è possibile intravedere dietro la foto di NiteOwl. Questi assomiglia a una specie di Batman di serie B e gli è pure scomparsa la panza. E anche un po' di doppiomento e la malinconica mezz'età che sarebbe dovuta trasparire anche dalla maschera! Ozymandias è quello su cui si potevano condensare tutti i canoni del fumetto standard, facendolo alto, bello, biondo e giocandosela sull'antipaticamente vincente e invece sembra uno sfigato. E' un quarantenne in forma con un incarico divino, non un tipo magrolino e fuori moda con la passione dell'Egitto. Ma nonostante tutto sembra distaccato dal mondo reale, quindi appare in un certo senso riuscito. Il problema è che Watchmen non è un fumetto come X-men, Fantastici 4, Spiderman e Hulk, anche se è la solita storia di un gruppo di eroi che vuole salvare il mondo. E' vero: la panza di NiteOwl non è holliwoodiana, ma un minimo di coerenza ci vuole. Dove sono gli anni che sono passati? Gran parte dei Watchmen sono dei supereroi ridicoli, quasi delle caricature, non vedo nelle figure nessuna ironia sulla figura dell'eroe. Watchmen è pieno di personaggi "umani", di antieroi caratterizzati dai propri difetti: rassegnazione, viltà, sociopatia, cinica crudeltà, peccati mai espiati che fanno sentire il proprio peso. E sto parlando dei buoni.

Per il resto queste foto lasciano promettere qualcosina sul risultato finale o almeno sul fatto che Snyder ci sta mettendo tutta la sua buona volontà! Nonostante tutto credo che il film potrà essere godibile nonostante l'infedeltà, ovvia data la complessità dell'opera e dovuta anche le notevoli differenze dei due media.

Music on air: Bob Dylan - Desolation Row

Sto arrivando



Sono riuscito a migliorare il mio tempo di circa 15 secondi sui 50 metri...
Sono riuscito a terminare due vasche senza interrompermi...
Sono riuscito a finire più vasche in meno tempo...
Sono riuscito a fare recuperi più brevi...
Non sono svenuto a fine allenamento...
Ian Thorpe...
...sto arrivando! ;)

Solo perché una cosa è irraggiungibile uno non può ambire ad essa?

giovedì 6 marzo 2008

Rothe Curunir


Il Sole di Lathander segnava perfettamente il mezzogiorno e nessuna ombra veniva proiettata dai due ragazzi all'uscita del tempio a forma di ostrica. "Strana ora per scambiarci informazioni, Varyl! Potrebbero veder..!" "Fai silenzio" zittendolo senza tradire il minimo nervosismo. "Cerca di essere più discreto e confonditi con la folla. E tu vorresti unirti a quella gilda di Westgate?" "Queste cose non si fanno in questo modo. Ci sono orari prestabiliti per decidere certe cose. Ecco tutto!", ribatté l'aspirante assassino. Gli occhi del giovane mago guardarono imperturbabili la cupola del Tempio di Mystra, ma le sue labbra sottili si mossero appena e la minaccia arrivò a stuzzicare i brutti ricordi del nuovo socio. "Il maestro Orellienon mi ha nauseato nel decantare le doti di quel nuovo mago: voglio il suo grimorio e gli appunti su cosa sta lavorando. Quel mago rimarrà in città fino a domani, quindi hai solo questa notte per portarmi quello che ti ho chiesto." "Non lo so Varyl... Quello strano elfo mi da i brividi. Verso di lui non provo quell'irrefrenabile voglia di tagliarli la gola come con gli altri della sua razza..." "Hai paura di un elfo? Un elfo di mezza età che a malapena è riuscito a ricordare il mio nome dopo averglielo ripetuto per tutta la serata?" "Non lo so... Ho visto il suo sguardo quando tu e il tuo maestro parlavate tra voi. Sembrava capace di capire dove fossi, nonostante tu mi avessi nascosto perfettamente nelle ombre. E poi quei capelli... " concluse Culran. "Portami quello che ti ho chiesto. Le trappole non dovrebbero essere un problema per te." E detto questo il giovane apprendista abbandonò Culran nella calca del mezzogiorno di Tilverton per tornare ai noiosi insegnamenti sulla meccanica intervallati da quelli ben più rari sull’Arte. Saperne di più sugli Imaskarcana lo avrebbe reso di sicuro molto più potente, ma a quale prezzo?

E così la notte arrivò molto lentamente e con comodo si adagiò sui tetti e nelle case degli abitanti di Tilverton. Culran si era camuffato in una decina di creature diverse per poter sorvegliare indisturbato la stanza che occupava la sua prossima vittima. La Strega Sussurrante era una locanda per chi non aveva molte pretese di sicurezza e Culran si ritenne davvero fortunato a non dover entrare nell'Accademia di Azuth, dove di solito alloggiavano i maghi in visita nella città. La Strega Sussurante era talmente frequentata da ladri che alcune finestre erano state lasciate dal proprietario spalancate, in maniera tale da non doverle cambiare ogni settimana. Culran sistemò il suo mantello in modo da mimetizzarsi con le mura della locanda e guardò per bene all'interno della stanza prima di poter scavalcare la finestra. Ascoltò per bene se ci fosse qualche strano famiglio a fare la guardia al libro del mago. Diede prima un'occhiata verso il piccolo armadio e mentre stava volgendo lo sguardo verso il letto la porta si spalancò mostrando in tutta la sua molesta ubriachezza l'elfo dai capelli neri, sorretto da un nano forse ancora più ubriaco. Visti da un po' più lontano avrebbero potuto ricordare un dieci, tanto uno era lungo e snello quanto l'altro basso e tozzo. Neppure due battiti di ciglia dopo e i due erano già adagiati sul letto nella stessa maniera con cui una torre si posa sulla terra dopo essere stata invitata da un terremoto. Un paio di occhiate e Culran constatò che quei due non si sarebbero svegliati neppure se ci fosse stato Nouba il Bardo in persona a cantargli a squarciagola le gesta della Luna Selvaggia. Una lieve pressione sulle dita e le braccia si portarono allo stesso livello delle finestre e allargandosi fecero spazio alle gambe, facendo posare silenziosamente i piedi sul pavimento della stanza. Un passo e Culran poté guardare la serratura dell'armadio e dopo alcune verifiche constatare che era aperto. Sulla strada del ritorno al suo covo Culran ebbe modo di riflettere che fosse stato un vero peccato che l'armadio fosse desolatamente vuoto e ancora di più il fatto di non aver notato che il libro era sulla sedia, semi nascosto dall'unico ricambio di vestiti del mago. Se solo avesse saputo sarebbe stato molto più dispiaciuto di non aver notato che il corpo dell'elfo era un'elaborata illusione e che il nano aveva quel certo nonsoché nel suo sguardo...

Varyl riaprì gli occhi. Oltre quella porta udiva degli ululati oltrepassare il suo spessore. Cercò di voltare la sua testa, ma era completamente immobilizzata dalle catene e dai chiodi degli illithid. Il suo corpo era a testa in giù e i chiodi stentavano una presa decisa. Le sue carni avevano tutta l’intenzione di voler cedere alla gravità. Le unghie si aggrapparono istintivamente alla roccia dove era stato infilzato. La sua gamba destra sembrava fosse stata squarciata per cercare chissà cosa, mentre la sua testa percepiva qualcosa che lo attirava fuori di lì. Sussurrò il nome del suo maestro, ma la lingua era infilzata da un elaborato manufatto. Gocce di sangue sgorgavano a intervalli regolari dal manufatto e andavano a riempire la bacinella in basso. Non poteva far altro che attendere. E sperare che tutto finisse in fretta.

mercoledì 5 marzo 2008

Ducentesimo post


Ah, sembra ieri e invece son passati ben duecento post! Comunque sia festeggio il 200° post scrivendone il 18° sul mio secondo blog! A volte deve andare così! ^___^

Forza & Coraggio, 'ché la galera è di passaggio! ;)

Music on air: Chanel - Dance (Fish & Chips remix)

Niente incantesimi di 9° qui...


Se ogni settimana ho un motivo in più per stare insieme e divertirmi con i miei migliori amici lo devo a quest'uomo. Se nove anni prima della mia nascita non avesse inventato Dungeon&Dragon non so come sarebbe stata la mia vita. Davvero. Molto probabilmente quel giorno di novembre del 2003 forse non sarei risultato abbastanza interessante e sarei ritornato nel mio personale oblio di libri ingegnerosi e fumetti scandalosi. Forse non avrei avuto l'opportunità di approfondire la conoscenza di mio fratello (Auguri per i 22, Matto) e sapere fino a che punto posso spingermi nel chiedere favori ai miei. Forse molte delle mie notti avrei cercato l'abbraccio di Sogno annoiandomi per non avere nulla da leggere. Forse avrei trovato qualcos'altro a cui pensare durante i miei viaggi solitari prima nella Punto e poi nella Fiesta. Forse sarei sclerato molto prima nelle lunghe notti alla Bosh, con il mio corpo immerso nell'olio caldo e la mia mente che navigava placida sulle ali della fantasia ispirata da lui...

Forse tutte queste cose avrebbero avuto tante altre alternative. Anzi, sicuramente avrei avuto un diverso modo per conoscere e imparare a farmi accettare nella realtà in cui vivo, ma su una cosa sono certo che non sarebbe cambiato: se non ci fosse stato D&D non avrei avuto l'opportunità di poter conoscere meglio me stesso. E di questo sono immensamente grato a Gary! >;o)

Se dovesse servirti una mano per sconfiggere quel grande Dragone fai un fischio, sai dove trovarmi!

Music on air: Howard Shore - Hope and Memory

martedì 4 marzo 2008

Tenero, ma soprattutto blu


In tema con il post di ieri segnalo, dopo parecchio tempo dalla prima intenzione, il blog delle traduzioni in italiano di Count your sheep, splendido rubino azzurro nel vasto mare della Blogosfera! Dato che non tutte le strisce sono state tradotte nell'italico idioma ecco l'indirizzo del mitico Adis (Adrian Ramos), l'autore di queste stupende strip. La cosa che più mi piace è che se in effetti non si avvicina a un mostro sacro come eriadan in qualche modo riesce a divertire e far riflettere quanto basta. Se poi ci aggiungiamo quel tocco di commozione: dopotutto si racconta del quotidiano di Laurie, una madre sola, e Katie, una bimba orfana del padre, che magicamente parlano con Ship, una pecora immaginaria.
Forse! ;)

Music on air: Gotan Project - My Funny Valentine

lunedì 3 marzo 2008

La mia attività onirica


Ultimamente ho capito parecchio sui miei sogni, cosa che non avrei davvero voluto che succedesse.
In primis quando sono in casa di altri non sogno. O meglio, non ricordo cosa ho sognato. In secundus che ogni volta che sogno o ne faccio di premonitori oppure sono di un'assurdità impossibile.

Questo è quello più fresco, il secondo in tre giorni ambientato in un ospedale. In effetti sembra abbia dato il LA ad una trilogia...!

Sto uscendo da un reparto e apro la porta-vetrata per ritrovarmi nella grande sala d'attesa e quindi uscire fuori dall'edificio.
"MA COSA FA?!? E' IMPAZZITO GIOVANOTTO?!?! NON LO SA CHE QUESTO E' IL REPARTO DI MIO MARITO E CHE LUI STA MORENDO!?!? IO TI SPACCO, FIGLIO DI MERDA!!!"
L'evidente citazione dallo Zoo di 105 è palpabile, ma perlomeno mi sono risparmiato lo Scemo di Merda! Un tizio in sala d'attesa sussurra alla sua vicina: "Sì capit alla nonn?"
Evidentemente stavo già girato di coglioni già da parecchio e rispondo immediatamente con "Ma tu stai male, eh?" e in quel momento gente che fino ad allora se ne stava allegramente sbattendo della situazione si alza dalle varie panchine e inizia quello che sembrerebbe a chiunque un linciaggio pubblico al grido di "Questo è il reparto di Oncologia: devi stare zitto quando parli qui." mi ritrovo con una folla di disperati nel corridoio antistante la sala d'attesa che cerca di farmelo capire con il linguaggio dei gesti. Tra questi riconosco anche un vecchio amico di famiglia che inizialmente cerca di difendermi, poi guardandomi negli occhi mi dice "E però pure io ho avuto un parente che è morto per un tumore!" e sta per darmi addosso, quando inizio a pensare "E tu che ci fai qui?", ovviamente in dialetto e con un'espressione da "Ma tu sei compagno a me o al leone?". Lui sembra aver ascoltato i miei pensieri e dopo aver capito che la sua frase non c'entrava una fava secca e stava per vedermi incazzato nero scompare in un mezzo PUFF e viene sostituito nella scena da mia madre, nella sua canonica divisa verde da infermiera, la quale inizia subito a cercare di far capire alla signora sclerotica che ha fatto più casino lei gridando che io aprendo la porta. Ah, la signora somiglia parecchio ad una persona che si prenderebbe tre avvisi di garanzia senza colpo ferire. Comunque mentre lei sta sistemando la faccenda io guardo fuori dalla finestra il suo elefante rosa parcheggiato sotto la rampa che placidamente bruca l'asfalto. "Quasi quasi me ne vado da sto posto di merda...", penso. E mentre pensavo questa frase mi ritrovo con un matterello nella mano destra e noto che c'è farina dappertutto sul pavimento del corridoio. "Ma dov'è un grembiule quando mi serve?", penso ad alta voce. E mia madre che si volta mandando a cagare la signora sclerotica e inizia a rimproverarmi anche lei perché potrei sporcarmi tutto. La folla adesso appoggia mia madre e le pareti del corridoio iniziano ad alzarsi e quasi non vedo il soffitto. "Meh!" - esclamo in maniera da farmi sentire da tutti - "Io ho un matterello tra le mani e sto pure girato di coglioni: vogliamo vedere chi ha ragione stamattina?" E qui interviene Gino dal gabbiotto dell'ingresso del reparto che mi fa "Visto che stai tutto scatenato vieni a rispondere al telefono!"

E come il letto a baldacchino di "NonMiRicordoPiùQualePsicologoFosse" (forse Jung?), mi sveglio e rispondo a quello scassaombrello del mio collega dell'uni, che se non sono tre mesi che non si presenta a lezione è poco!

Attendo stanotte per sognare la terza parte...

Music on air: Chanel - Dance (Fish & Chips Remix)

domenica 2 marzo 2008

My grief



Ora ti spiego come si fanno i regali...

Ora ti dico perché...


Non lo so come fai Nico, ma alla fine vinci sempre tu! ;)

Vieni qui e abbracciami forte!

Ragioni come un adulto già a dieci anni.
Figuriamoci come sarai a venti o a trenta!



Sono fiera di te.





Anch'io.

Music on air: Billy Joel - This is the time

sabato 1 marzo 2008

Cambiamento


Ho bisogno di questo, quindi, almeno per tenermi un po' contento e fregato oggi farò qualcosa che non ho avuto il piacere di fare da almeno nove mesi... Ci sono parecchie cose che voglio fare: spero di concluderne almeno una! ^__^"
E si, tra le altre cose devo anche provare a studiare un po'! ¬___¬

Ps: devo smetterla con parecchie cose, ma con il Texas Hold Them è dura!

Pps: V. lascia perdere il link e pensa piuttosto a farti questa!

Pps: Morris, tu fatti questa invece!

Music on air: Vincenzo ft. Saretta - E bravo Vincenzo (Zoo 105 - San Jimmy 2008)

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